Presunzione..

…ed estrema indelicatezza, quando mia madre, compiaciuta, continua a ripetere alla sua amica visibilmente in sovrappeso e perennemente a digiuno, che LEI si è appena mangiata mezza torta col ripieno di cioccolato, perchè LEI può mangiare quanto le pare e piace, perchè anche se mangiasse un’intera pasticceria LEI non ingrasserebbe.

Che ci vuoi fare cara, sono fortune che difficilmente capitano; per tutti gli altri è sufficiente togliere gli specchi dalle stanze.

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To refill..

..ricaricare: v.tr. [sogg-v-arg] Caricare qlco. un’altra volta: ad esempio, r. il fucile, r. la batteria.

Meglio. Il toner in polvere della stampante, che da giorni viene agitato con la speranza smetta di sputare fogli segnati solo da rade obreggiature.

Quando farlo? Considerando che coloro che si sono prontamente offerti volontari per adempiere al suddetto incarico, di danni ne combinano un’infinità, quale momento più adatto se non quello in cui allo studio farà incursione la Signora-sono-la-proprietaria-della-baracca-se-trovo-qualcosa-fuori-posto-vi-faccio-ripagare-anche-le-vostre-mamme?

Insomma per farla breve la ricarica toner a quattro mani è finita con me che spargevo polvere fuligginosa in ogni dove lasciando intuire la mia pessima mira. Il collega C. (e qui C. sta per Complicedeimieimisfatti) che cercava di ovviare al mio danno pulendo carponi il delicatizzimo parquet della Signora-sono-la-proprietaria-bla-bla, sperando nel frattempo che la stessa si togliesse velocemente dai cosìdetti.

Ed unico risultato ottenuto: maggiore spargimento di polveraccia nera raggrumata in cerchi concentrici per tutto il pavimento stile madonnaro di the ring e proprietaria che in corner viene distratta e sviata da una caritatevole collega che sentiti gli strani gridolini e risolini provenienti dalla mia stanza decide di salvare le nostre immeritevoli e scellerate anime.

Che dite, se ne sarà accorto il Boss che anche oggi avevamo poca voglia di lavorare?


Meravigliosa sensazione..

..sfercciare leggera lasciandosi sfiorare dalla tiepida e piacevole aria di maggio. Libertà assoluta, nessun pensiero gli occhi socchiusi che conoscono a memoria la strada. I capelli sciolti guidati solo dal vento, il sole non è ancora troppo caldo.
Ed ancora, ascoltare solo la musica della dolce brezza, quel suono che ha il potere di calmare cullandomi l’anima.
Poi l’equilibrio si rompe quando il maledetto davanti a me decide di lavare il parabrezza della sua auto e mi spruzza controvento di sapone, acqua e lucida realtà.

Pessime abitudini # 1

Quando ti stai nutrendo, più per noia che per bisogno, una volta finito stai riponendo le stoviglie e sul tavolo vedi una minuscola ed insignificante briciolina che credi sia del pane integrale che hai fagocitato tre minuti prima, la raccogli tra il medio ed il pollice e te la porti alla bocca distrattamente trovandoti a gustare un pezzo di croccantino del gatto.
Un po’ come quando mia mamma raccolse da terra uno scorpione morto credendo fosse un pezzo di cipolla cotta ed io entrata in cucina per puro caso la sorpresi nell’attimo in cui ne stava per fare un sol boccone..
Pessima eredità.

Dialoghi surreali # 3

Al lavoro in un momento di cazzeggio non autorizzato mentre col collega C. guardiamo fuori dalla finestra della mia stanza padre e figlio che giocano a ping-pong.

Io..
-” Se mio figlio si mettesse i pantaloni mimetici, probabilmente non lo farei uscire di casa..”-

C.
-“…se tuo figlio si vestisse mimetico probabilmente non ti accorgeresti neanche quando esce di casa..”-

Non serve aspettare!

Fateli tornare a casa subito! Si alza come una sola voce un coro composto da un compatto gruppo di familiari amici e simpatizzanti dell’orchestra del Maggio Musicale di Firenze baluardo e vanto dell’intera città, che in questi giorni è in tournèe proprio a Tokyo, quale portavoce della cultura fiorentina e soprattutto Italiana nel mondo. Il gruppo composto per l’occasione da oltre 300 elementi tra orchestrali, teatranti, macchinisti ed organizzatori si trova ad affrontare una prova ben più difficile di quella che si aspettava. Ad appena tre giorni dal sisma e dallo Tzunami che hanno scosso il Giappone e con un importante e sempre crescente allarme nucleare che pende sulle loro teste, un problema troppo serio per essere trascurato e che potrebbe peggiorare viste le previsoni che minacciano piogge acide, non vogliono farli tornare a casa. Ancora una volta l’interesse economico (non è un segreto la grossa difficoltà che sta affrontando questa orchestra a seguito dei numerosi tagli ai fondi disponibili) è più forte di tutto, più forte ancora delle vite umane, vediamo ancora una volta che l’italia non ci aiuta, che tutti i paesi europei stanno chiedendo ai loro cittadini di ritornare in patria, ma  in Italia no, si ignorano i problemi si fa finta che tutto vada bene e invece tutto bene non va!

Questo è quello che scrive oggi uno degli orchestrali su Facebook:

Va tutto bene! Siamo tranquilli! Ci piace dondolare come canne al vento centinaia di volte al giorno! Ci piace buttarci sul letto vestiti sperando in un po’ di tregua tra una scossa e l’altra! Ci piace fare gli “splendidi”, vestiti in frack, abiti scuri, costumi di scena, tute da lavoro nei teatri dai quali potremmo forse uscire in tempo e interi prima che ci arrivi addosso qualche scena o qualche occhio di bue! Ci piace sottoporci ad uno screening a base di una serie letale di radiografie senza pagare nemmeno il ticket! Vogliamo restare qua ad immolarci per l’arte, per quella cultura con la quale “non si mangia” ma che, evidentemente, dà da mangiare a tanti che però, purtroppo, non siamo noi! AIUTO!!!!

All’Italia serve l’evidenza, non c’è mai prevenzione in Italia, si preferisce sempre arrivare un attimo dopo e dire si poteva evitare, eh già altrimenti di cosa potrebbero discutere i nostri amati opinionisti nei tanti salottini televisivi?

Solo quattro  parole: FATELI TORNARE A CASA!
http://www.facebook.com/pages/Tornate-a-casa/158184404238829

Ma sarà mai possibile che..

…quando mi sento una strafiga, sprizzo gnoccaggine da tutti i pori, ho i capelli perfettamente ordinati (e non capita spesso), non ci sia nessun essere animato, escludendo i miei gatti, a beneficiare di cotanto splendore, mentre quando mi sento brutta, cicciona, spettinata, stanca, quando sono appena uscita da un’ estenuante lezione di palestra, necessito decisamente di una doccia e nei miei occhi aleggia un’unica parola C-A-S-A, incontri (in rigoroso ordine di apparizione):

– istruttore strafigo (Riccio non t’ingelosire), che di solito manco sa chi sia e che invece oggi mi saluta e mi chiama anche per nome;

– compagna delle elementari che credo di non aver più visto dall’ultimo giorno della quinta e che adesso avrà l’imprinting di una enormementesciatta-me;

– compagna del liceo che mi osserva per due minuti prima di riconoscermi;

-vicina di casa la quale pur vedendomi ogni santo giorno, stenta pure lei a capire chi io sia (andiamo bene!);

-due amiche (una delle quali tornata ieri dall’Erasmus), con cui seguivo alcuni corsi in palestra;

e per finire, una logorroica ragazza che lavora al desk che mi attacca un mega pippone e che probabilmente aveva più bisogno di sfogarsi di quanto ne avessi io.

Tra l’altro non che gli altri si siano accontentati di un semplice ciao, tra una cosa e l’altra sono tornata a casa alle 22.0o. Anche stasera.


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