Archive for the 'Random' Category

V per Vendetta!

Appena entrata in casa ieri sera ho fiutato l’odore della tragedia.
Una strana tensione aleggiava nell’aria e senza neanche superare la soglia ho indovinato che mia mamma aveva avuto una delle sue brillanti idee.
Miagolii e chiacchiericci soffocati provenivano dalla cucina.
Il povero gatto Omero sdraiato sulla pancia fermo, stretto nella morsa letale dell’asciutta e forte mano della mamma:
“Su da bravo stai fermo, fatti pettinare!”
“Meouuu!!Meouu!”
“Omero per piacere,.., No!Cattivo gatto, non mi graffiare!Ahiiiiiiii, Lascia, lascia la maglia OMERO!!!”
Naturalmente la vittoria ce l’ha avuta lei.
Dalla nube di peli che fluttuavano nella cucina (sì proprio dove mangiamo!), è uscita mia mamma con il suo trofeo, una spazzola per animali completamente piena di ciocche di pelo (morto mi auguro) del povero gatto rosso che, nel frattempo, approfittando del mio ingresso s’è conficcato sotto il primo mobile che ha trovato.
Dice che d’ora in poi dovrà fargli questo servizio una volta al mese perchè non possiamo vivere con tutti quei peli di gatto che volano per casa (come se cambiasse qualcosa).
Comunque al suo risveglio stamani ha avuto anche lei la sua lezione.
Entrata in cucina ho notato che per terra c’erano i suoi pantaloni neri in questo stato:

   

e naturalmente Omero, al lato del tavolo che si leccava con uno strano ghignetto stampato sul musetto: VENDETTA!!

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Un po’ del mio tempo

E’ veramente molto, moltissimo tempo che non mi siedo tranquilla al mio computer e non riverso tutti i miei pensieri e le mie esperienze su questo Blog che è un po’ come un “diario aperto” e contiene una parte di me.
Ultimamente di tempo, come sapete, ne ho avuto ben poco, inizialmente ho lavorato per la mia prima volta come hostess, (avevo già lavorato ma come cameriera), ad un congresso farmaceutico mondiale.
Lavorando direttamente ad uno stand di una nuova ditta farmaceutica (Alexion), sono entrata in contatto con una miriade di persone, medici e farmacisti di ogni parte del globo e ho scoperto, piacevolmente, di potermi relazionare tranquillamente con loro, sia in francese, sia in inglese che in spagnolo, (nonostante di quest’ultimo abbia sostenuto solo un misero esame truffa all’università), ad eccezione di quando mi hanno chiesto di andare in storegeria e non sapendo allora e tuttora cosa fosse, sono rimasta lì impalata a guardarli con la faccia a punto interrogativo.
Oltre a questo ho scoperto con molta amarezza che la maggior parte dei medici (e in questo, senza luoghi comuni, i pochi italiani presenti si sono aggiudicati vergognosamente il primo posto), se ne fregano di partecipare a questi congressi per aggiornarsi su tutti i nuovi farmaci in grado di curare pericolose malattie, ma partecipano solo ed esclusivamente per tornarsene in patria carichi come uova, di miliardi di gadgets e regalini (e quantità impensabili di penne) che quelli degli stands farmaceutici mettono a loro completa disposizione.
Ho visto persone spintonarsi e prendersi a male parole davanti a stands che regalavano borse (chiaramente in numero limitato), e ho ricevuto personalmente medici che si avvicinavano al nostro stand domandando esclusivamente cosa dovevano fare per avere i nostri omaggi.
A parte ciò è stata comunque una bella esperienza e, nonostante ancora non abbia scoperto quanto mi devono pagare (è passato quasi un mese e niente soldi 😐 ) , ho deciso che mi piacerebbe rimanere in questo campo, per questo ho passato un’altra parte del mio tempo, mandando curriculum a tutte le varie agenzie di hostess e a fare colloqui dei quali ancora non ho avuto notizie (incrociamo le dita!!).
Altro evento non trascurabile sono state le recenti elezioni, ma naturalmente non voglio parlare di politica, già troppe parole sono state spese, voglio invece parlare di quelli che hanno votato.
Sono rimasta veramente colpita, presentandomi ai seggi la mattina di Domenica 13 Aprile alle ore 8.40(raggiungendo il primato, di prima del seggio a non poter votare per il Senato), dalla miriade di anziane persone che si sono precipitate puntuali e decise a dare il loro voto.
Vedendoli tutti lì in coda tentennanti e non, chi su una carrozzina, chi accompagnato da un parente, chi sorretto da un bastone, ho assaporato la meravigliosità della democrazia; tutti i cittadini che decidono chi dovrà governare il loro paese.
Un episodio che mi è rimasto particolarmente impresso e che mi è stato raccontato da una mia amica scrutatrice, vede come protagonista un vecchietto di ben 96 anni accompagnato al voto dal figlio.
Una volta dentro la cabina, dopo attimi di silenzi e fruscii vari arriva una flebile vocina: “Un lo trovo..”
Non riuscendo a trovare il simbolo da votare, uno scrutatore (lo possono fare) è entrato con lui nella cabina e gli ha chiesto cosa cercasse, e all’incredibile risposta: “Berlinguer!!!”, a stento tutti hanno trattenuto le risate.
Dopo avergli spiegato con gentilezza che forse era rimasto un po’ indietro, da bravo rosso toscano quale era, ha cercato la falce e martello, ma i simboli erano due, e per non stare a confondersi troppo ha deciso di ripiegare su : “..quello che faceva ‘i sindaco di Roma!”. Ribadisco il concetto; io amo la democrazia.

Ah dmenticavo, ultimo evento ma non meno importante (per me ovviamente), la mia splendida piantina di Gerbera, acquistata un anno fa al supermercato, dopo un lungo inverno di letargo, sempre che di letargo si possa parlare, ha finalmente messo le sue nuove e tenere foglioline e mi ha regalato uno splendido fiore rosso, non c’è che dire, quasi meglio di un fidanzato 😀 .

Ta-ta-ta-tà, pubblicità

Semplicemente stupendo, questa pubblicità della Sony Bravia è un’opera d’arte.
La cosa più incredibile è che l’artista che l’ha realizzato (e che ha fatto con questa ideuzza un bel po’ di soldini), ha veramente lanciato giù per le discese di S.Francisco millemila palline rimbalzine colorate..il risultato nanche a dirlo è sorprendente.
Ti viene voglia di essere lì nel mezzo a farti travolgere da quell’arcobaleno rimbalzante o ancora meglio di lanciarle tu stesso le miriadi di palline..che sogno!

Questa invece è la divertente risposta di una compagnia di bibite che in Italia non ho mai sentito nominare..

Questa sempre dello stesso prodotto e dello stesso artista, ha una musichetta cristallina che mi mette allegria.

E poi ci sono altre varianti, come questa delle piramidi.

Per non parlare di questa, che in un crescendo di colori, sfrutta il principio dei fuochi d’artificio ottenendo un effetto inimitabile.
Unica pecca, il clown che passa correndo, mi terrorizza.

Qui se volete ci sono i retroscena, per vedere in che modo hanno realizzato quest’ultimo spot e quello delle palline rimbalzine.

Come Doroty

In questi giorni lo devo proprio ammettere, sono del tutto spompata, annoiata e moolto moolto pigra.
Non ho voglia di fare niente, anche scrivere sul blog mi fafatica.
Perdo le giornate nell’ozio quasi totale, aspettando per la maggior parte del tempo il ragazzo con cui devo studiare matematica, che mi dà appuntamento ad un’ora e si presenta, porgendo le dovute scuse, due abbondanti ore dopo.
Arrivo alla fine della giornata e sono distrutta (probabilmente la noia stanca più dell’interesse), non mi addormento perchè ho freddo, e durante la notte mi sveglio in una fornace.
La mia normale routine, fatta di tutta una serie studiata di punti fermi di cui necessito dalla mattina alla sera, è stata stravolta e inevitabilmente questo mi manda in tilt.
Mi sento come un robot che non è stato programmato.
Probabilmente per chiunque sarebbe comunque difficile ricominciare a studiare dopo essersi presi qualche settimana di totale riposo.
Dopo la montagna, mi sono data alla pazza gioia regalandomi 3 giorni a Londra, che però forse mi sono serviti più che altro per capire che:
-le città italiane, anche se hanno una miriade di carenze di tipo amministrativo e organizzativo, sono di gran lunga le mie preferite, in quanto a tranquillità ed abitatabilità.
-gli inglesi sono tutti matti.
-se abitassi in Inghilterra, invece di camminare per le strade, rotolerei, a forza di fish and chips, roba unta e bisunta, mc Donald e Burgher King.
-i troiai culinari dell’Inghilterra danno assuefazione e dipendenza, tornata a Firenze ero in astinenza completa.
-è inutile che negli ostelli fai l’educato e quando rientri alle 2 di notte cerchi di limitare al minimo i rumori per non disturbare gli altri che dormono nella tua stanza, tanto ci sarà sempre qualche francese vichingo che rientrerà alle 4 e mezzo ‘briaco, sveglierà l’intera camerata.
-la paura dell’aereo può essere vinta, basta crederci.
Per la prima volta dopo una vacanza sono stata quasi contenta di tornare a casina mia.
Perchè, come dice Doroty ne “Il Mago di Oz“: “Nessun posto è come casa.”

Che tri-stress

Emmannaggia, è arrivato inevitabilmente l’ultimo giorno di piscina.
Non ho voluto salutare nessuno, me ne sono semplicemente andata, come faccio oramai da settembre, congedandomi da tutti con il solito sorriso a quarantadue denti e la manina che fa ciaociao.
Sotto la mia scorza dura, si nasconde una inguaribile sentimentale quindi sarò sincera, un pochetto mi dispiace non vedere più tutte quelle teste a uovo, inguainate nelle loro cuffie e nei loro costumi colorati.
Mi ritengo anche fortunata, perchè donne che fanno il cul a cul e bachi che sbucano dagli scarichi a parte, i bagnanti del mio turno non erano poi così male.
Adesso, sono qui che piango lacrime metaforiche al cloro e penso a chi avrà preso il mio posto nella terza corsia.Sigh!
Una cosa è certa, senza il reparto Acqua Fun(composto da me più altri tre brindelloni scapestrati), la piscina di S.Marcellino sarà decisamente più silenziosa.

Meme infestiamo l’Islanda

                                            islanda.jpg

Grazie ad Acrimonia anche io potrò fare un viaggetto nella rete islandese a infestare i poveri e ignari blogger, sono stata memata pure io.

ISTRUZIONI PER L’USO:
dovreste andare nella Top Posts di WP in lingua islandese, scegliere il post o il viso (curioso che i bloggers islandesi mettano quasi tutti la propria faccia nell´avatar) che più vi aggrada e postategli un commento. Va bene qualsiasi cosa, tranne il ”ciao, volevo farti i complimenti per il blog, ti va uno scambio link?”. Saluti, frasi poetiche, quello che volete ma rigorosamente in italiano o dialetto delle vostre parti o delle parti di qualcun altro.
Ripetete la procedura per tre volte e pubblicate, ovviamente linkandoli, i blog islandesi che avete scelto. Passate poi alle nomineiscion indicando i prossimi 5 blogger da mandare allo sbaraglio nella terra dei ghiacci.

Oddio che facce, dopo un’accurata scelta sono finiti nella Top 3:
1.Questa ci sta simpatica.
2.Lui fa un po’ paura ma mi piace l’orso in prima pagina.
3.Questo vince il premio per la migliore pettinatura.

Passo la parola a quei pochi che passano di qui, giusto perchè è il primo che mi capita e non posso rifiutare: a Mavi che spero non me ne voglia, almeno potrà cercare reclute per il suo partito di animali anche all’estero,( che ne so qualche pecora) al cappellaio matto che sente come me la primavera e forse la troverà anche nei verdi prati dell’Islanda  e poi basta anche se non sono cinque andrà bene lo stesso, buona infestata a tutti!

Maledetta Primavera!

Questa anche se siamo ancora un po’ fuori stagione e sembra essere tornato il freddo, ve la devo proprio raccontare.
Il mio modo di capire quando è arrivata la primavera è del tutto particolare, oltre che dai carissimi uccellini che la mattina, se mi dimentico un pezzetto di persiana aperta, vengono a svegliarmi bussando col becco al vetro(sarò mica stata Biancaneve in una vita passata?), ho altri metodi infallibili, alcuni dei quali veramente assurdi, rigurdanti tutti i miei cari pazzi vicini.
Partendo in ordine dal mattino, quando è primavera, vengo svegliata alle sette dalla squadra di mocciosi che hanno quelli del piano terra.
In primavera hanno l’abitudine di alzarsi di buon’ora e riversarsi urlanti e felici a giocare nel loro giardino, sotto la supervisione del nonno che contribuisce con la sua vociona da orco, lì tutti si sbizzarriscono e berciano a pieni polmoni senza che nessuno dica loro niente.
Le loro vocine stridenti e piagnucolanti mi si piantano in testa e non mi danno tregua nonostante i doppi vetri che ci separano.
Proseguendo nell’arco della giornata, sbucato il primo sole pomeridiano, appena appena più caldo, i vicini che hanno la casa che si affaccia di fronte alla mia, danno spettacolo nella loro terrazza-mansarda.
Sono due signori di una certa età e il marito, un viscido ometto tutto pelle e ossa, mentre la moglie cicciottella tende i panni, dà sfoggio del suo fisicaccio mettendosi come un rettile immobile e completamente nudo, a prendere la tintarella, fregandosene o forse ignorando, che dei poveri disgraziati aprendo la finestara della terrazza, praticamente alla loro altezza, possano vedere dettagliatamente tutta la sua penzolante mercanzia.
Dulcis in fundo, passando per gli urli in tempo di pagelle, contro il figlio svogliato, della signora al piano di sotto, arriviamo dritti dritti alla sera.
In queste tiepide nottate, quelli del piano terra, nell’ala ovest, dopo avere cenato in compagnia dei loro ridenti amici, e avere fatto venire l’acquolina in bocca a tutti quelli dei piani superiori (compreso il mio che è l’ultimo), con l’odore di ciccia alla brace, senza offrirne neanche un pezzettino, pensano bene di coricarsi e da bravi quasi sposini, di darsi alla pazza gioia sotto le coperte (o in altri posti che non voglio sapere); unica pecca, le manie di grandezza della ragazza che non si risparmia gli urli focosi mentre tutto il palazzo si rigira nel letto sperando che se non altro il ragazzo sia poco dotato e finiscano in fretta.


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