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Dolcezze di primavera

Ieri, oltre ad essere il primo (piovosissimo) giorno di primavera era anche il compleanno della mia mamma e del mio Ammmmore(notare le millemimila m).
E quale occasione migliore per dimostrare loro il mio affetto se non quella di fargli una torta?!
(Sottoscrivo, mia mamma naturalmente da guasta feste quale è, non l’ha voluta quindi ne ho fatta una sola)
Torta di Primavera:
INGREDIENTI.(per la pasta frolla)
-2 uova
-160 g zucchero
-400 g farina
-un pizzico di sale
-un pizzico di bicarbonato
-160 g di burro
INGREDIENTI.(per il ripieno)
-200 g cioccolato bianco (o come si preferisce)
-100g panna da cucina
-la scorza di un limone

PREPARAZIONE DELLA PASTA FROLLA.

A secco mescolare il burro con la farina, il sale e il bicarbonato amalgamando bene il burro con la farina fino a quando non si ottiene un composto molto simile a dei trucioli di parmigiano.
Fare la fontana e mettere le due uova, lo zucchero e lavorare l’impasto con le mani vigorosamente fino a quando non di ottiene una palla (tipo pongo).

Lasciare a riposare per 30 minuti in frigorifero.

PREPARAZIONE DELL’IMPASTO.

Fare sciogliere a bagno maria il cioccolato mescolato alla panna da cucina e al limone grattugiato.
Fare raffreddare il composto.

ULTIMA FASE.

Dividere la pasta in due pezzi non di uguale grandezza. Lavorare prima quello più grande. Stendere la pasta fino ad ottenere uno spessore abbastanza fine e che sia più grande della teglia(possibilmente tonda) in cui vogliamo metterla.
Mettere nella tortiera lasciando che avanzi il bordo tutto intorno.
Versare il composto col cioccolato all’interno.
Lavorare il pezzo più piccolo, stendere in maniera fine e ricoprire come un coperchio la tortiera.
Ribaltare i bordi della base sopra al coperchio(di pastafrolla) per evitare di far uscire il composto.
Fare cuocere in forno a 180° per 25 minuti circa, quando è cotta fare freddare e tenere per due orette in frigorifero.

Buon appetito a tutti!

Maledetta Primavera!

Questa anche se siamo ancora un po’ fuori stagione e sembra essere tornato il freddo, ve la devo proprio raccontare.
Il mio modo di capire quando è arrivata la primavera è del tutto particolare, oltre che dai carissimi uccellini che la mattina, se mi dimentico un pezzetto di persiana aperta, vengono a svegliarmi bussando col becco al vetro(sarò mica stata Biancaneve in una vita passata?), ho altri metodi infallibili, alcuni dei quali veramente assurdi, rigurdanti tutti i miei cari pazzi vicini.
Partendo in ordine dal mattino, quando è primavera, vengo svegliata alle sette dalla squadra di mocciosi che hanno quelli del piano terra.
In primavera hanno l’abitudine di alzarsi di buon’ora e riversarsi urlanti e felici a giocare nel loro giardino, sotto la supervisione del nonno che contribuisce con la sua vociona da orco, lì tutti si sbizzarriscono e berciano a pieni polmoni senza che nessuno dica loro niente.
Le loro vocine stridenti e piagnucolanti mi si piantano in testa e non mi danno tregua nonostante i doppi vetri che ci separano.
Proseguendo nell’arco della giornata, sbucato il primo sole pomeridiano, appena appena più caldo, i vicini che hanno la casa che si affaccia di fronte alla mia, danno spettacolo nella loro terrazza-mansarda.
Sono due signori di una certa età e il marito, un viscido ometto tutto pelle e ossa, mentre la moglie cicciottella tende i panni, dà sfoggio del suo fisicaccio mettendosi come un rettile immobile e completamente nudo, a prendere la tintarella, fregandosene o forse ignorando, che dei poveri disgraziati aprendo la finestara della terrazza, praticamente alla loro altezza, possano vedere dettagliatamente tutta la sua penzolante mercanzia.
Dulcis in fundo, passando per gli urli in tempo di pagelle, contro il figlio svogliato, della signora al piano di sotto, arriviamo dritti dritti alla sera.
In queste tiepide nottate, quelli del piano terra, nell’ala ovest, dopo avere cenato in compagnia dei loro ridenti amici, e avere fatto venire l’acquolina in bocca a tutti quelli dei piani superiori (compreso il mio che è l’ultimo), con l’odore di ciccia alla brace, senza offrirne neanche un pezzettino, pensano bene di coricarsi e da bravi quasi sposini, di darsi alla pazza gioia sotto le coperte (o in altri posti che non voglio sapere); unica pecca, le manie di grandezza della ragazza che non si risparmia gli urli focosi mentre tutto il palazzo si rigira nel letto sperando che se non altro il ragazzo sia poco dotato e finiscano in fretta.

La-La-LaLa..

Visto che siamo in tema di canzoni, primavera, uccellini cinguettanti e tutto ciò che fa loro da contorno, stamattina oltre che con un terribile giramento di testa, miscelato agli urli di mia mamma contro mia nonna, mi sono svegliata con una canzone ripescata chissà da quali meandri nascosti del mio caotico cervellino.
Fino ad oggi ignoravo addirittura chi la cantasse, ma l’oracolo YouTube come sempre ha saputo rispondere ai miei quesiti.
Ecco quindi “Comprami”, di Viola Valentino, ve la posto qui sperando che una volta nella rete esca definitivamente dalla mia testa.


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