Posts Tagged 'macchina'

Quando si parla di..

..autosuggestione.
Ieri sera stavo tornando a casa con la macchina.
Come al solito prima devo scendere in garage che è nel sotterraneo.
Nel momento in cui l’enorme cancello si apre, la luce dovrebbe accendersi automaticamente, ma non so perchè quando lo faccio io, quella non ci pensa neanche a funzionare, e mi lascia per tutto il tempo che mi occorre per riporre la macchina, immersa totalmente nell’oscurità.
Anche dentro al mio garage non c’è luce, e per accenderla, dovrei comunque fare un pezzetto di strada a tentoni, per poi spengerla immediatamente.
Di solito, non mi rendo conto che sono al buio, ci sono abituata, ma ieri sera un particolare insolito mi ha fatta sobbalzare.
La porta antipanico, che permette a tutti quelli che hanno il garage di riversarsi sulle scale condomianiali, era mezza aperta.
Niente di strano se non fosse che essendo una porta molto pesante, tende a richiudersi automaticamente e per restare aperta ha bisogno di qualcosa che la blocchi a metà.
Quella visione mi ha fatto involontariamente scattare la molla della fantasia e la mia testa prima ancora che me ne rendessi conto ha cominciato a fluttuare tra macabre storie di agguati a sfondo di rapina, assassini assetati di sangue e malintenzionati, nascosti dietro ogni anfratto pronti ad assalirmi.
Ogni angolo nel giro di un secondo si è trasformato in un nascondiglio perfetto, e ogni ombra immobile in un tragico presentimento.
Terrorizzata, neanche ho chiuso il bandone del garage, sono letteralmente schizzata nella porta, me la sono trascinata dietro e dopo avere acceso la luce mi sono fatta tre rampe di scale saltando i gradini a quattro a quattro, dopo di che ho preso la chiave e tremante l’ho infilata nella toppa, per poi entrare in casa finalmente sana e salva!

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Ti devi muovereee

Stanotte me la sono vista brutta.
Per poco non finivo ridotta a una forma di groviera.
Stavo guidando con mia nonna seduta accanto a me.
Tutto ad un tratto ci si pianta alle costole una macchina, non ricordo che macchina fosse, so solo che dal finestrino ha cominciato a sparare, un colpo dietro l’altro, mirando me e la nonna.
Spaventata ho accelerato, ma niente da fare, la macchina non accennava a smettere di inseguirci.
Dentro, presa da una furia incontrollabile c’era una donna, capelli arruffati e volto segnato dalla follia.
In faccia aveva un ghigno, una specie di compiaciuto sorriso, e in una mano la scintillante pistola.
La macchina aveva fori da tutte le parti, ma noi eravamo illese.
Finalmente vedo una salita, che portava ad una villa, in mezzo alla campagna, accelero e la macchina dietro, sembra non seguirci più.
Capisco che essendo vecchia, non era in grado di mantenere la nostra andatura, in salita per lo meno.
Arrivo nella villa e lascio la macchina ormai ridotta ad un rottame, prendo la nonna per mano e la trascino via all’interno della villa.
Lì si sta svolgendo un matrimonio, ma io non riconosco nessuno.
Nel frattempo vedo che la nostra inseguitrice ci ha trovate, scende di macchina, e urlando e ridendo comincia a sparare all’impazzata un colpo dietro l’altro, tra gli invitati che proseguono la cerimonia come se niente fosse.
Noi due corriamo da una stanza all’altra sempre tenendo d’occhio la nostra inseguitrice.
Quella sembra essersi dimenticata per un attimo di noi, ma poi non so come ci vede, e spara ancora, e ancora.
Dentro di me penso di sfruttare il fatto che il caricatore prima o poi finirà, ma quello sembra essere sempre pieno.
Trascino mia nonna, che nel frattempo è diventata mia zia, e mi accorgo che ha un graffio sul braccio e mi dice che una pallottola l’ha ferita di striscio.
Ci infiliamo in una sala piena di vetrate, che dall’esterno ha le porte chiuse, e attendiamo di veder passare la donna per poi fuggire.
Quella supera la prima vetrata, la seconda, ma si sofferma incantata, con ancora la pistola in mano, sulla terza.
Capisco che dobbiamo nasconderci meglio, e l’unico posto sicuro sembra essere il bagno.
La donna apre la vetrata e ci sorprende dietro la porta del bagno intimorite.
Un bercio rabbioso mi distrae, qualcuno si sta lamentando:
“Te l’ho già detto!Ti devi muovereeeeeeeee!”
“Guarda Andrea che adesso mi arrabbio sul serio!”
“Ma mamma, non c’è bisogno di urlare!Mi sto vestendo!”
“No Andrea, la scuola non ti aspetta!Mi stai facendo veramente veramente incazzareeeeeeee!”
Riconosco quelle voci apro un occhio, poi l’altro.
Per una volta le litigate alle otto di mattina dei vicini mi hanno salvato la vita.

Un maledetto sabato sera

Considerata la mia vita da monaca di clausura, tutta studio e niente uscite, c’era da aspettarselo che per una volta che il Sabato sera decidevamo di non tornare a a casa entro mezzanotte, accompagnati come al solito dalla carrozza di Cenerentola, ci succedesse una sciagura dietro l’altra.
Scaldiamoci subito con un piccolo incidente, provocato da una mia amica un po’ inesperta, che mentre stava uscendo da un parcheggio ha sfiorato appena una stupida Smart parcheggiata, senza freno a mano, che schizzando via è andata a travolgere un ragazzo che era sceso di motorino e lo stava parcheggiando.
Naturalmente, nonostante avesse ragione lui, anche se non si era fatto niente, ha fatto scattare il melodramma, inveendo contro la poveretta e dandole di imbecille(come se il suo passatempo preferito fosse quello di andare a creare reazioni a catena contro macchine instabili, per vedere quanti più disgraziati col motorino riusciva ad acciaccare!)
Dopo avere risolto questa piccola scaramuccia, andiamo al cinema per goderci il grande Johnny Depp in “Sweeney Todd“.
Mentre facciamo il biglietto, la mia lentezza nel tirare fuori i soldi precisi(mi voglio togliere assolutamente tutti i dannati spiccioli!!), fanno confondere la cassiera che cede il mio biglietto a quello in coda dietro di me e nel momento che riesco a pagare, insinua che il biglietto me l’ha già dato!
Naturalmente vengono in soccorso i miei cari amichetti che le dicono che si è sbagliata, allora, dopo vari sguardi furtivi, si decide e mi stampa un biglietto per Rambo…ehm no mi sa che ha sbagliato; accortasi dell’errore sbuffando e alzando gli occhi al cielo finalmente riesce a compiere il suo dovere, e anche io ricevo il mio biglietto.
Durante il film il proiettatore, sbaglia e ci fa vedere mezzo film senza sottotitoli, quando se ne accorge, rimette tutto daccapo, riproponendoci nei minimi dettagli le scene più truculente, che ero riuscita a scansare tappandomi gli occhi con la manina.
Finito il film circa a mezzanotte e mezza, usciamo dal cinema, andiamo a prendere una delle macchine e naturalmente i cari vigili della municipale, avevano deciso di fare man bassa portando via da davanti all’affollatissimo cinema qualunque veicolo che risultasse un minimo fuori posto(volevano proprio farci il busco)
Per fortuna che il mio ragazzo non mi dà mai ascolto e aveva parcheggiato in un vero parcheggio e non sulle strisce come gli avevo suggerito altrimenti avremo avuto seri problemi a spostarci.
Decidiamo di recuperare la macchina mancante subito, per toglierci il dente, chiamiamo la municipale e chiediamo dove dobbiamo andare.
Quelli senza scomporsi dicono che la vettura è stata semplicemente spostata con tanto di ganascia giallo sprezzante, in un’altra piazza che noi tutti supponiamo sia lì vicino.
Mezzi rintontiti avanziamo camminando fino a quella supposta piazza, naturalmente era tutto sbagliato, niente con quel nome esisteva da quelle parti.
Entriamo in un bar scansando ubriachi che vomitavano e soggetti veramente poco raccomandandabili, ma nessuno sembra conoscere la piazza incriminata.
Decidiamo di richiamare la municipale per avere ulteriori indizi, sulla nostra caccia alla macchina.
Le indicazioni sono le più vaghe che potessero darci, ma almeno sappiamo che la zona nella quale dobbiamo cercare non è quella in cui siamo.
Montiamo sull’unico veicolo rimasto e andiamo un po’ alla cieca, nella direzione indicata, con in testa un nome che neanche siamo sicuri di avere capito correttamente.
Nello stesso tempo, da casa ci arrivavano le voci che neanche sullo stradario esisteva niente di simile.
Alla fine verso le una e mezza sbuchiamo nella piazza del mercato e per un non so quale sesto senso scendiamo; lì ci troviamo di fronte alla macchina requisita.
Naturalmente il nome che ci avevano fornito non era quello giusto e sullo stradario, non c’era niente per il semplice fatto che il signor Annigoni(titolare appunto della piazza), era morto solo da un paio d’anni ragione per cui il suo nome era stato adoperato solo di recente.
Lì un po’ infreddoliti chiamiamo il carro attrezzi che deve togliere le ganasce, dice che ci mette venti minuti, ma naturalmente arriva dopo quasi un’ora, ci trova lì bubbolanti e colpevoli e non gli facciamo neanche un po’ pena, ci spilla 100 euro, più 75 di multa, e non si fa ammorbidire neanche dalle mie (siiiimpaticizzime) battute, che di solito mi fanno guadagnare sconti nei negozi.
Finalmente liberi, possiamo tornarcene a casa, un po’ tristi, un po’ divertiti per la sfiga della serata, ma soprattutto moolto più leggeri..nel portafoglio(sigh!).


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