Posts Tagged 'mattina'

Conoscenze mattutine..

Ottimizzare il tempo è diventato da qualche mese la mia specialità. Trascorrendo otto ore al giorno chiusa in uno studio dove lavoro/faccio pratica per diventare curatrice fallimentare/commercialista (PAURA), per necessità ho trasformato la mia vita in una giantesca partita a Tetris, specializzandomi nell’incastrare ogni qualvolta mi si presentino minuscoli ritagli di tempo, tutte le piccole commissioni quotidiane che ero solita svolgere nel corso della giornata, quando ahimè (doppio sospiro) ero ancora una spensierata e felice studentessa.

Così oggi, dopo una nottata all’insegna dell’agitazione e dell’insonnia, dopo avere aperto sbadigliando il frigo e realizzato che l’unica solinga e rinsecchita carota non sarebbe bastata a saziare il mio famelico stomaco, ho optato per la spesa-pre-lavoro-mattutina, mettendo soprattutto in conto di schicciarci minimo minimo un’ora per due pomodori e un’insalata (perchè si sa, alle 8.00 di mattina al supermarket s’incontrano solo lentissimi vecchiarelli e desperate houswives).

La lunga coda alla cassa davanti a me, combinata con la lentezza del cassiere e quella delle famose vecchiarelle  che nel poggiare le enormi quantità di cibo sul rullo trasportatore sono sempre più simili a bradipi assonnati, mi stavano già facendo rimpiangere di non essermi data direttamente malata.

Ma poi, ecco che sbuca lui.

Mi si piazza quasi davanti come se volesse passarmi avanti. Subito mi scatta il ringhio alla io:”Ehi tu!Come ti permetti di superarmi!Ma non lo vedi che c’è una fila da rispettare!?”

Lo guardo sforzandomi di essere più interrogativa e meno collerica possibile (non si sa mai avessi frainteso la mossa del nuovo arrivato). Ricambia il mio sguardo e sorride sdentato. E’ secco secco, alto molto più di me ma sta un po’ ricurvo, porta in testa un berretto consunto e degli spessi occhiali da vista che gli conferiscono l’aspetto di uno di quei personaggi che si vedono solo nei fumetti o nei cartoni animati.

-“La ghe mi scusi siurina. Mo la fassio passare subito nè, che la cavaleria a cosa serve senò?Nè?”-

Adesso sono spiazzata. Borbotto un timido “Grazie..”, già pentita della palese malignità della mia occhiata e mi rimetto in fila coi miei due pomodori e la mia triste insalatina.

Per riscattarmi e fare passare il senso di colpa che oramai mi attanaglia, decido di rimediare e fare capire al simpatico ometto che:”Vengo in pace!” passandogli il separatore-di-spesa (termine ultra tecnico!).

-“Mo grassie siurina! Menomale che c’è lei, altrimenti rischiavamo che io me magnasi le sue arance e che lei la se magnase le mie carote! Nè?”-  Altro sorriso sdentato.

Ridendo gli faccio notare che sono pomodori e non arance e che comunque, se voleva, anche con quelli un’insalata ce la poteva fare.

Sono ormai rapita ed estasiata dallo strano soggetto e dal suo delizioso accento, tanto che non riesco a trattenermi dal dirglielo.

-“Ha proprio un accento favoloso!”- Gli dico senza contare fino a dieci e giusto per sentirlo parlare l’ultima volta.

-“Nè, ha sentito siurina?!He, mi sono un barbaro del nord trapiantato qui. Mo l’assento non l’ho perso e non lo voglio perdere mai!-

Se potessi glielo ruberei io quell’accento giusto per ascoltarmi dalla mattina alla sera.

Purtroppo ormai è il mio turno ed è tempo di saluti. Pago, ma con la coda dell’occhio noto che il mio “nuovo amico” sta come aspettando trepidante il momento del nostro congedo.

-“Alora, adio siurina e..BUONA INSALATATA!-

Non avrei saputo immaginare parole più adatte per concludere il nostro bizzarro incontro..

BUONA INSALATATA A TUTTI!

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Presenze

E’ mattina a casa Nicchia e lei già mi guarda.

La scorgo che mi punta addosso furtiva quegli occhietti cisposi e indagatori. Mi scruta e mi osserva. Quello che c’è di peggio è che la sento addosso, LEI mi sta giudicando.

Mi giudica da quando la conosco e lo fa duramente, senza alcuna dolcezza. Mi conosce bene e sa dove andare a colpire.

E’ sciatta, spettinata, assonnata e cisposa, ma sempre attenta.

Strizza gli occhi riducendoli a due fessure ed arriccia il naso; lo fa sempre quando  nota qualcosa che non le torna.

Alzo una mano e la saluto tentando di instaurare un qualche rapporto. Lei mi risaluta annoiata e sbadiglia. Sbadiglio anche io contagiata.

Le sorrido perchè mi va. Stranamente lo fa anche lei, ma senza entusiasmo. E’ fredda glaciale come sempre.

Si stropiccia gli occhi; non sembra così intelligente, anzi. Vederla lì davanti a me, le braccia abbandonate, penzoloni lungo i fianchi, con la solita espressione indagatrice stampata in faccia mi fa solo una gran rabbia.

Adesso basta! Non le permetterò più di giudicarmi! Nessuno può trattarmi così e meno che mai in casa mia !

Ho deciso: la distruggerò!

– “Adessso te la faccio vedere io!!” Le bercio puntandole un dito contro.

– “Non parli eh?”

No, non parla, ma ora è lei a puntarmi un dito contro.

– “Ahh, pure le minacce adesso?!”

E’ tempo di prendere una decisione, agire in fretta e soprattutto prima di lei! Sta pensando a qualcosa di malefico, lo intuisco. Adesso alza le braccia davanti a sè e mi viene più vicina. Mi respira praticamente addosso, sento il suo fiato condensarsi. Si protrae ancora un po’, armeggia sopra la mia testa e poi..”Puff..” sparisce.

Non c’è più, la cerco ma non la vedo da nessuna parte e questo mi fa sentire immediatamente sollevata.

Finalmente c’è solo un muro bianco davanti a me, e un vecchio specchio sotto al mio braccio!

Il buongiorno si vede dal mattino

Potrò mai decidere di farmi una bella tazza di tè caldo per cominciare la stressante giornata che mi attende, senza rischiare di farmi saltare i nervi??
A quanto pare no.
Oggi, in cucina ho trovato ad attendermi tutte una serie di trappole, utili giusto, giusto per farmi iniziare storta anche questa mattina.
Primo: apro la porta e con la luce spenta mi dirigo a tentoni e stropicciandomi gli occhi assonnata, verso la finestra per fare entrare un minimo di sole. Sbadatamente non mi accorgo della ciotola colma d’acqua del caro Omero (il mio gatto cieco), che era lì ad attendermi nel bel mezzo della stanza.
C’inciampo, la rovescio completamente e mi faccio una prematura doccia su entrambi i piedi. Imprecando e sciaguattando proseguo.
Secondo: verso l’acqua nella tazza e mi preparo il tè.
Un po’ di limone, due o tre cucchiaini di zucchero(a me il teino piace dolce), due fette biscottatine, sorseggio e…surprise, invece dello zucchero, ho corretto il tè con il sale.
Qualcuno mi ha invertito i barattoli (che sono identici).
Terzo: con la poca pazienza che mi rimane, trovo la forza di ripreparami la colazione, controllo di attingere dal giusto contenitore, assaggio la bevanda..buona!
Prendo un cucchiaino dall’acquaio, lo intingo e giro.
Stranamente, il mio girare produce una sospetta schiumina..assaggio!
Buono!Questa volta il tè mi tocca berlo col detersivo!!

Buongiorno Giada!!


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