Archive for the 'Pensieri' Category

Meravigliosa sensazione..

..sfercciare leggera lasciandosi sfiorare dalla tiepida e piacevole aria di maggio. Libertà assoluta, nessun pensiero gli occhi socchiusi che conoscono a memoria la strada. I capelli sciolti guidati solo dal vento, il sole non è ancora troppo caldo.
Ed ancora, ascoltare solo la musica della dolce brezza, quel suono che ha il potere di calmare cullandomi l’anima.
Poi l’equilibrio si rompe quando il maledetto davanti a me decide di lavare il parabrezza della sua auto e mi spruzza controvento di sapone, acqua e lucida realtà.

Ma sarà mai possibile che..

…quando mi sento una strafiga, sprizzo gnoccaggine da tutti i pori, ho i capelli perfettamente ordinati (e non capita spesso), non ci sia nessun essere animato, escludendo i miei gatti, a beneficiare di cotanto splendore, mentre quando mi sento brutta, cicciona, spettinata, stanca, quando sono appena uscita da un’ estenuante lezione di palestra, necessito decisamente di una doccia e nei miei occhi aleggia un’unica parola C-A-S-A, incontri (in rigoroso ordine di apparizione):

– istruttore strafigo (Riccio non t’ingelosire), che di solito manco sa chi sia e che invece oggi mi saluta e mi chiama anche per nome;

– compagna delle elementari che credo di non aver più visto dall’ultimo giorno della quinta e che adesso avrà l’imprinting di una enormementesciatta-me;

– compagna del liceo che mi osserva per due minuti prima di riconoscermi;

-vicina di casa la quale pur vedendomi ogni santo giorno, stenta pure lei a capire chi io sia (andiamo bene!);

-due amiche (una delle quali tornata ieri dall’Erasmus), con cui seguivo alcuni corsi in palestra;

e per finire, una logorroica ragazza che lavora al desk che mi attacca un mega pippone e che probabilmente aveva più bisogno di sfogarsi di quanto ne avessi io.

Tra l’altro non che gli altri si siano accontentati di un semplice ciao, tra una cosa e l’altra sono tornata a casa alle 22.0o. Anche stasera.

“Tanta pazienza, forza e coraggio che la vita è un oltraggio”.

Mi è tornato alla mente solo adesso, chissà perchè, un episodio di tanto, forse fin troppo tempo fa. Quando ero ancora una bambina, ricordo che facendo capolino dalla mia classe, sull’infinito corridoio della scuola elementare, ascoltai una conversazione tra due maestre. Raccontavano di come una ragazzina, alunna modello, di una classe vicina alla mia, avesse svolto in maniera del tutto singolare un tema assegnatole in classe che aveva per argomento “Il Coraggio”, consegnando allo scadere del tempo il foglio con su scritto solo ed esclusivamente:” Questo è il coraggio. L.B.”.

Quel gesto mi colpì allora ed ancora oggi  è rimasto indelebile nella mia mente.

Solo adesso, a distanza di anni, mi accorgo che il vero coraggio di quella ragazzina non è stato tanto di consegnare completamente in bianco un compito che avrebbe potuto svolgere senza alcun problema, bensì quello di inserire su quel foglio il proprio nome.

Il suo coraggio è stato quello di decidere di prendersi la responabilità di ciò che aveva fatto, di  attribuirsi la paternità di tale gesto.

Così, prendendo esempio da lei decido di vivere ogni giorno, avendo il coraggio di rivendicare, nel bene o nel male ogni cosa mi riguardi. Voglio avere il coraggio di riconosce i miei errori, di guardarmi allo specchio a testa alta e questo perchè non amo mentire nè a chi mi circonda ogni giorno, nè tanto meno a me stessa.

Sono consapevole dei miei limiti, limiti che sembrano insormontabili per chiunque non abbia il coraggio di affrontarli. So riconoscere senza problemi che molto spesso quello che sono diventata non è neanche lontanamente vicino alla ragazza che avrei voluto essere, che alcune volte non mi riconosco più e che questo mi spaventa terribilmente.

Ho una paura folle di affrontare l’essere adulta,  perchè è sempre difficile lasciare la mano alla bimba che ero.

Sono però fermamente convinta che il coraggio vada a braccetto con la paura. “Non è coraggio se non hai paura” ed è proprio affrontando quest’ultima che ci si dimostra coraggiosi. Si scalano montagne invalicabili e che rimarranno tali se non si ha il coraggio di muovere il primo passo, per quanto incerto e traballante possa essere in principio.

Molto spesso mi trovo a fare i conti con la mia mediocrità e con il mio sentirmi solo una goccia in mezzo ad un oceano colmo di altre gocce, ma la volontà di affrontare a testa alta la vita mirando al superamento di questa mia superficialità mi rende determinata perchè sono convinta fermamente che si possa sempre migliorare, sempre che si abbia il coraggio di riconoscere la necessità di farlo.

Va bene mi hai convinta..

Quanto esattamente sia passato dall’ultima volta in cui distrattamente ho buttato l’occhio su questo sito, così anche per leggere senza troppo trasporto i miei post passati, non lo ricordo neanche.

In ogni caso che di acqua sotto i ponti deve esserne passata parecchia lo capisco (oltre dai  problemi iniziali che ho avuto ad accedere al blog) dalla rigidità con cui sviscero frasi e cerco disperatamente, arrancando di estrapolare qualcosa che abbia un senso compiuto, mettendo nero su bianco quello che mi passa per la testa. Non credevo fosse così difficile ricominciare, soprattutto per una come me che crede fermamente e da sempre nella forza della scrittura..la scrittura di qualunque cosa, dalla lista della spesa (da sempre sottovalutata ma secondo me utilissima nel momento in cui il tuo cervello è andato in stand-by e la tua testa ha continuato ad annuire sul nome dell’ennesimo detersivivo che MAI e poi MAI può mancare in ogni casa che si rispetti), fino ai pensieri e le riflessioni che ogni giorno mi attraversano la mente e che ormai sempre più di rado ho tempo voglia di annotare..

Quindi MI HAI CONVINTA! Voglio scrivere ancora perchè voglio togliere la polvere che mi offusca il cervello, voglio gettarmi alle spalle la pigrizia che mi ha attanagliato, perchè proprio quando si è giovani (e lo si è  sempre per troppo poco tempo) non è mai giustificata.

Avevo proprio bisogno di farmi una sana strigliata!

Un po’ del mio tempo

E’ veramente molto, moltissimo tempo che non mi siedo tranquilla al mio computer e non riverso tutti i miei pensieri e le mie esperienze su questo Blog che è un po’ come un “diario aperto” e contiene una parte di me.
Ultimamente di tempo, come sapete, ne ho avuto ben poco, inizialmente ho lavorato per la mia prima volta come hostess, (avevo già lavorato ma come cameriera), ad un congresso farmaceutico mondiale.
Lavorando direttamente ad uno stand di una nuova ditta farmaceutica (Alexion), sono entrata in contatto con una miriade di persone, medici e farmacisti di ogni parte del globo e ho scoperto, piacevolmente, di potermi relazionare tranquillamente con loro, sia in francese, sia in inglese che in spagnolo, (nonostante di quest’ultimo abbia sostenuto solo un misero esame truffa all’università), ad eccezione di quando mi hanno chiesto di andare in storegeria e non sapendo allora e tuttora cosa fosse, sono rimasta lì impalata a guardarli con la faccia a punto interrogativo.
Oltre a questo ho scoperto con molta amarezza che la maggior parte dei medici (e in questo, senza luoghi comuni, i pochi italiani presenti si sono aggiudicati vergognosamente il primo posto), se ne fregano di partecipare a questi congressi per aggiornarsi su tutti i nuovi farmaci in grado di curare pericolose malattie, ma partecipano solo ed esclusivamente per tornarsene in patria carichi come uova, di miliardi di gadgets e regalini (e quantità impensabili di penne) che quelli degli stands farmaceutici mettono a loro completa disposizione.
Ho visto persone spintonarsi e prendersi a male parole davanti a stands che regalavano borse (chiaramente in numero limitato), e ho ricevuto personalmente medici che si avvicinavano al nostro stand domandando esclusivamente cosa dovevano fare per avere i nostri omaggi.
A parte ciò è stata comunque una bella esperienza e, nonostante ancora non abbia scoperto quanto mi devono pagare (è passato quasi un mese e niente soldi 😐 ) , ho deciso che mi piacerebbe rimanere in questo campo, per questo ho passato un’altra parte del mio tempo, mandando curriculum a tutte le varie agenzie di hostess e a fare colloqui dei quali ancora non ho avuto notizie (incrociamo le dita!!).
Altro evento non trascurabile sono state le recenti elezioni, ma naturalmente non voglio parlare di politica, già troppe parole sono state spese, voglio invece parlare di quelli che hanno votato.
Sono rimasta veramente colpita, presentandomi ai seggi la mattina di Domenica 13 Aprile alle ore 8.40(raggiungendo il primato, di prima del seggio a non poter votare per il Senato), dalla miriade di anziane persone che si sono precipitate puntuali e decise a dare il loro voto.
Vedendoli tutti lì in coda tentennanti e non, chi su una carrozzina, chi accompagnato da un parente, chi sorretto da un bastone, ho assaporato la meravigliosità della democrazia; tutti i cittadini che decidono chi dovrà governare il loro paese.
Un episodio che mi è rimasto particolarmente impresso e che mi è stato raccontato da una mia amica scrutatrice, vede come protagonista un vecchietto di ben 96 anni accompagnato al voto dal figlio.
Una volta dentro la cabina, dopo attimi di silenzi e fruscii vari arriva una flebile vocina: “Un lo trovo..”
Non riuscendo a trovare il simbolo da votare, uno scrutatore (lo possono fare) è entrato con lui nella cabina e gli ha chiesto cosa cercasse, e all’incredibile risposta: “Berlinguer!!!”, a stento tutti hanno trattenuto le risate.
Dopo avergli spiegato con gentilezza che forse era rimasto un po’ indietro, da bravo rosso toscano quale era, ha cercato la falce e martello, ma i simboli erano due, e per non stare a confondersi troppo ha deciso di ripiegare su : “..quello che faceva ‘i sindaco di Roma!”. Ribadisco il concetto; io amo la democrazia.

Ah dmenticavo, ultimo evento ma non meno importante (per me ovviamente), la mia splendida piantina di Gerbera, acquistata un anno fa al supermercato, dopo un lungo inverno di letargo, sempre che di letargo si possa parlare, ha finalmente messo le sue nuove e tenere foglioline e mi ha regalato uno splendido fiore rosso, non c’è che dire, quasi meglio di un fidanzato 😀 .

La matematica può aspettare

E’ sabato pomeriggio, e per oggi posso dire di essere stata già massacrata abbastanza a suon di limiti, equazioni e derivate, dal mio saccente ragazzo, quindi al diavolo la matematica e rispondiamo solerti al Meme passatomi sia da Theweird. che dal Cappellaio.

Mumble mumble, pensando alle cose che non ho detto di me naturalmente mi vengono in mente più elementi negativi, ma dato che i posti a disposizione sono solo sei, cercherò di essere più obiettiva e sintetica possibile:

1.Per cominciare posso dire che sono sicura che dentro ognuno di noi, per quanto adulti, coraggiosi, forti, razionali che siamo, si celerà sempre una parte dove sono racchiuse strette strette, tutte le nostre paure, le nostre debolezze e tutto ciò che ci rende ancora maledettamente fragili.
Per me ognuno di noi si porterà sempre appresso, attaccato ad un lembo della giacca il bambino che è stato, e credo che quella parte sia la nostra parte migliore, per questo, non dimentico mai, di osservare tutto ciò che mi circonda con gli occhi della bimba che ero, non perdo mai occasione di stupirmi di ciò che osservo e non mi vergogno mai di domandare qualcosa che non so, talvolta anche ingenuamente perchè solo così credo di riuscire a succhiare a pieno l’essenza della vita.

2.Tendenzialmente, tutto ciò che faccio, voglio farlo solo a modo mio, voglio essere libera di commettere i miei errori, (e credetemi ne commetto veramente tanti), anche uno dietro l’altro per poi potere guardare indietro e non sbagliare più.
Accetto i consigli molto volentieri ma decido solo io se per me sono giusti o sbagliati.
Credo che solo commettendo errori e rendendosene conto, si riesce a migliorare.

3.Diciamo che il mio carattere non è dei più facili, soprattutto perchè da buona metereopatica come sono, sono carina gentile allegra e affabile solo quando il sole è alto nel cielo.
Tutto ciò che offusca, sbiadisce e filtra il sole mi rende nervosa, antipatica, mi fa spazientire e mi fa aggirare per casa come uno zoombie grigia in faccia con la bocca in giù e gli occhi spenti ed inespressivi.
Il sole mi dona la forza di vivere, è la corrente e io vado solo ad elettricità.

4.In casa non sono quella che si definirebbe una “figlia modello”, e faccio soprattutto inbufalire mia mamma a causa del mio disordine cronico.
Qualunque cosa nelle mie mani viene inglobata nel caos che io stessa rappresento.
E’ il mio caos e mi ci ritrovo perfettamente, ma per chi è pignolo, come lei è semplicemente un delirio.
Più volte mi sono domandata se il mio disordine non sia anche sintomo di grave confusione mentale, e sicuramente la risposta è positiva, nella mia testa regna il caos delle idee, ma dopo tutto è da lì che nasce ogni cosa, quindi tanto male non è.

5.Direttamente dal casino della mia testa passiamo a dire che in realtà un filo logico che la muove ci dovrà pure essere.
Mi sarebbe altrimenti impossibile dedicarmi all’attività che più preferisco, ovvero l’arte del pettegolezzo.
Sono infatti un centro efficiente e dettagliato (fino all’inverosimile) di smistamento informazioni.
A me arrivano, casulamente e non, e da me, naturalmente e discretamente, si diramano verso nuovi e sconfinati orizzonti.
Sono sempre molto attenta a non modificare ciò che mi viene detto, ci tengo ad essere sempre attendibile in quello che spiffero.
E se qualcuno non vuole che racconti qualcosa non ha che da tirare fuori le quattro paroline magiche “Non Dirlo a Nessuno” e sarà sicuramente esaudito.

6.Mi piace molto viaggiare per la città oltre che in bici, anche sui mezzi pubblici.
A Firenze abbiamo l’autobus (e presto la tramvia) e fino da piccola, quando neanche pagavo, sono stata abituata a prenderlo.
Per me il bus è una delle cose più rilassanti che ci sia.
Parto praticamente dal capolinea e il posto a sedere è assicurato, quando voglio leggo tranquillamente i miei libri.
Alle volte guardo fuori dal finestrino lo stupendo centro di Firenze, con la gente che cammina frettolosamente, osservo dalla mia postazione privilegiata la vita che va avanti e mi sembra di essere ferma.
Altre volte mi soffermo sui personaggi nel bus e mi piace carpire di ognuno i particolari più vivaci, talvolta cerco di indovinare la loro storia, e il tempo mi passa velocemente.

Lieta di essere tornata a scrivere passo come Acrimonia il Meme a chiunque voglia..

Buondì

Ho poco tempo per scrivere perchè devo scappare, ma sono felice e voglio condividere questo momento con tutti quanti voi.
Oggi finalmente c’è il sole che batte sulla mia testa, e si sa col sole il mondo sembra più bello, io in particolare poi, sono una metereopatica di prima categoria e con il cielo plumbeo, l’unica cosa che posso fare è rimanere sotto le coperte.
Non è il caso di questa magnifica giornata.
Ma voglio strafare!
So che morirò di caldo fuori in bici quindi voglio sostuire il golf di lana con quello di cotone; non immaginate la mia gioia nell’aprire quel cassetto contenente le magliette leggere, tutti quei capi che da soli vogliono dire caldo, sole, primavera e che sono stati sepolti, dimenticati per interi mesi, sostituiti da pesanti e scomodi golf invernali.
Ma oggi no, oggi potete uscire e prendere aria cari golfucci leggerucci miei da oggi non sarete dimenticati!!!
Che altro dire; speriamo solo che duri!!!
Buona giornata a tutti voi!!


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