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La matematica può aspettare

E’ sabato pomeriggio, e per oggi posso dire di essere stata già massacrata abbastanza a suon di limiti, equazioni e derivate, dal mio saccente ragazzo, quindi al diavolo la matematica e rispondiamo solerti al Meme passatomi sia da Theweird. che dal Cappellaio.

Mumble mumble, pensando alle cose che non ho detto di me naturalmente mi vengono in mente più elementi negativi, ma dato che i posti a disposizione sono solo sei, cercherò di essere più obiettiva e sintetica possibile:

1.Per cominciare posso dire che sono sicura che dentro ognuno di noi, per quanto adulti, coraggiosi, forti, razionali che siamo, si celerà sempre una parte dove sono racchiuse strette strette, tutte le nostre paure, le nostre debolezze e tutto ciò che ci rende ancora maledettamente fragili.
Per me ognuno di noi si porterà sempre appresso, attaccato ad un lembo della giacca il bambino che è stato, e credo che quella parte sia la nostra parte migliore, per questo, non dimentico mai, di osservare tutto ciò che mi circonda con gli occhi della bimba che ero, non perdo mai occasione di stupirmi di ciò che osservo e non mi vergogno mai di domandare qualcosa che non so, talvolta anche ingenuamente perchè solo così credo di riuscire a succhiare a pieno l’essenza della vita.

2.Tendenzialmente, tutto ciò che faccio, voglio farlo solo a modo mio, voglio essere libera di commettere i miei errori, (e credetemi ne commetto veramente tanti), anche uno dietro l’altro per poi potere guardare indietro e non sbagliare più.
Accetto i consigli molto volentieri ma decido solo io se per me sono giusti o sbagliati.
Credo che solo commettendo errori e rendendosene conto, si riesce a migliorare.

3.Diciamo che il mio carattere non è dei più facili, soprattutto perchè da buona metereopatica come sono, sono carina gentile allegra e affabile solo quando il sole è alto nel cielo.
Tutto ciò che offusca, sbiadisce e filtra il sole mi rende nervosa, antipatica, mi fa spazientire e mi fa aggirare per casa come uno zoombie grigia in faccia con la bocca in giù e gli occhi spenti ed inespressivi.
Il sole mi dona la forza di vivere, è la corrente e io vado solo ad elettricità.

4.In casa non sono quella che si definirebbe una “figlia modello”, e faccio soprattutto inbufalire mia mamma a causa del mio disordine cronico.
Qualunque cosa nelle mie mani viene inglobata nel caos che io stessa rappresento.
E’ il mio caos e mi ci ritrovo perfettamente, ma per chi è pignolo, come lei è semplicemente un delirio.
Più volte mi sono domandata se il mio disordine non sia anche sintomo di grave confusione mentale, e sicuramente la risposta è positiva, nella mia testa regna il caos delle idee, ma dopo tutto è da lì che nasce ogni cosa, quindi tanto male non è.

5.Direttamente dal casino della mia testa passiamo a dire che in realtà un filo logico che la muove ci dovrà pure essere.
Mi sarebbe altrimenti impossibile dedicarmi all’attività che più preferisco, ovvero l’arte del pettegolezzo.
Sono infatti un centro efficiente e dettagliato (fino all’inverosimile) di smistamento informazioni.
A me arrivano, casulamente e non, e da me, naturalmente e discretamente, si diramano verso nuovi e sconfinati orizzonti.
Sono sempre molto attenta a non modificare ciò che mi viene detto, ci tengo ad essere sempre attendibile in quello che spiffero.
E se qualcuno non vuole che racconti qualcosa non ha che da tirare fuori le quattro paroline magiche “Non Dirlo a Nessuno” e sarà sicuramente esaudito.

6.Mi piace molto viaggiare per la città oltre che in bici, anche sui mezzi pubblici.
A Firenze abbiamo l’autobus (e presto la tramvia) e fino da piccola, quando neanche pagavo, sono stata abituata a prenderlo.
Per me il bus è una delle cose più rilassanti che ci sia.
Parto praticamente dal capolinea e il posto a sedere è assicurato, quando voglio leggo tranquillamente i miei libri.
Alle volte guardo fuori dal finestrino lo stupendo centro di Firenze, con la gente che cammina frettolosamente, osservo dalla mia postazione privilegiata la vita che va avanti e mi sembra di essere ferma.
Altre volte mi soffermo sui personaggi nel bus e mi piace carpire di ognuno i particolari più vivaci, talvolta cerco di indovinare la loro storia, e il tempo mi passa velocemente.

Lieta di essere tornata a scrivere passo come Acrimonia il Meme a chiunque voglia..

Come Doroty

In questi giorni lo devo proprio ammettere, sono del tutto spompata, annoiata e moolto moolto pigra.
Non ho voglia di fare niente, anche scrivere sul blog mi fafatica.
Perdo le giornate nell’ozio quasi totale, aspettando per la maggior parte del tempo il ragazzo con cui devo studiare matematica, che mi dà appuntamento ad un’ora e si presenta, porgendo le dovute scuse, due abbondanti ore dopo.
Arrivo alla fine della giornata e sono distrutta (probabilmente la noia stanca più dell’interesse), non mi addormento perchè ho freddo, e durante la notte mi sveglio in una fornace.
La mia normale routine, fatta di tutta una serie studiata di punti fermi di cui necessito dalla mattina alla sera, è stata stravolta e inevitabilmente questo mi manda in tilt.
Mi sento come un robot che non è stato programmato.
Probabilmente per chiunque sarebbe comunque difficile ricominciare a studiare dopo essersi presi qualche settimana di totale riposo.
Dopo la montagna, mi sono data alla pazza gioia regalandomi 3 giorni a Londra, che però forse mi sono serviti più che altro per capire che:
-le città italiane, anche se hanno una miriade di carenze di tipo amministrativo e organizzativo, sono di gran lunga le mie preferite, in quanto a tranquillità ed abitatabilità.
-gli inglesi sono tutti matti.
-se abitassi in Inghilterra, invece di camminare per le strade, rotolerei, a forza di fish and chips, roba unta e bisunta, mc Donald e Burgher King.
-i troiai culinari dell’Inghilterra danno assuefazione e dipendenza, tornata a Firenze ero in astinenza completa.
-è inutile che negli ostelli fai l’educato e quando rientri alle 2 di notte cerchi di limitare al minimo i rumori per non disturbare gli altri che dormono nella tua stanza, tanto ci sarà sempre qualche francese vichingo che rientrerà alle 4 e mezzo ‘briaco, sveglierà l’intera camerata.
-la paura dell’aereo può essere vinta, basta crederci.
Per la prima volta dopo una vacanza sono stata quasi contenta di tornare a casina mia.
Perchè, come dice Doroty ne “Il Mago di Oz“: “Nessun posto è come casa.”


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