Archive for the 'Stranezze' Category

Storie di tutti i giorni

Autobus 33 preso al volo come tutte le sere.

Poche persone sopra e tanti posti liberi. L’ideale per il rilassante viaggio verso casa. Ipod nelle orecchie con volume strabasso, giusto di sottofondo per non disturbare la lettura del libro della settimana (o forse dovrei dire delle settimane viste le 800 pagine di tomo).

Percorre poca strada il bus ed io sono assorta nella lettura come sempre. Ci sono ancora tre posti liberi, uno di fianco a me e due di fronte.

Nessuno si siede per qualche fermata.

Poi avverto la presenza di qualcuno alla mia destra. Non mi interessa e continuo a leggere.

Una busta di carta viene appoggiata sul sedile proprio davanti al mio e nello stesso attimo mi si apre un varco nella memoria. Vago un po’ e torno a qualche settimana fa. La scena era la stessa, il posto lo stesso, l’ora ed il bus gli stessi.

Allora, due signore erano salite  e mi avevano subito colpita. Una di loro aveva poggiato la sua busta sul sedile di fronte al mio. La prima elegante alta e sicura di se con una voce calda e rassicurante, dall’accento di qualche paese dell’est e l’altra, bassetta sportiva, forse filippina, voce argentina, con una parlata veloce e scattante.

Tra loro parlavano un italiano fitto fitto, ognuna a modo suo, ognuna storpiando parole su parole, correggendosi a vicenda ad ogni errore.

Le avevo osservate furtiva da dietro il mio libro individuando ogni particolare, sembravano buone amiche, così diverse ma con un’infinità di elementi che le accomunavano.

Il nostro incontro si era concluso quando, arrivata la mia fermata, avevo chiesto di poter passare e mentre mi allontanavo casualmente  avevo ascoltato una frase rivolta a me.

-“Che bella bambina vero?”-

Questo mi aveva fatto amare ancora di più le mie due simpatiche compagne di viaggio.

Torno ad oggi, quella busta mi fa girare di scatto. Stupita guardo alla mia destra.

Non posso crederci. Sono di nuovo loro e di nuovo parlano con la solita vivacità che le contraddistingue. Non mi riconoscono (e come potrebbero?) e questo mi permette di continuare ad osservarle nei loro modi di fare così unici. Sono colorate come sempre e fanno un gran mix di lingue, suoni, parole.

Non sembra passato neanche un giorno e la scena si ripete identica a qualche settimana fa. E’ una sensazione stranissima quella che provo e non posso fare a meno di sorridere per tutto il tragitto.

Come quella sera devo scendere. Chiedo permesso, forse anche con un eccessiva cortesia. Voglio vedere fino a che punto quella scena può ripetersi. on so cosa mi prende ma so che voglio spingerle, in uno slancio di perfezionismo, a riprodurre identico ogni singolo gesto.

Mi fanno passare e ringrazio ancora sorridendo. Rispondono al mio sorriso ancora più calorosamente. Sembra che stiano per riprendere il filo del discorso. Tendo le orecchie e resto in attesa..

-“Che bella bambina vero?”

Ancora non riesco a togliermi il sorriso dalla faccia. 😀

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Conoscenze mattutine..

Ottimizzare il tempo è diventato da qualche mese la mia specialità. Trascorrendo otto ore al giorno chiusa in uno studio dove lavoro/faccio pratica per diventare curatrice fallimentare/commercialista (PAURA), per necessità ho trasformato la mia vita in una giantesca partita a Tetris, specializzandomi nell’incastrare ogni qualvolta mi si presentino minuscoli ritagli di tempo, tutte le piccole commissioni quotidiane che ero solita svolgere nel corso della giornata, quando ahimè (doppio sospiro) ero ancora una spensierata e felice studentessa.

Così oggi, dopo una nottata all’insegna dell’agitazione e dell’insonnia, dopo avere aperto sbadigliando il frigo e realizzato che l’unica solinga e rinsecchita carota non sarebbe bastata a saziare il mio famelico stomaco, ho optato per la spesa-pre-lavoro-mattutina, mettendo soprattutto in conto di schicciarci minimo minimo un’ora per due pomodori e un’insalata (perchè si sa, alle 8.00 di mattina al supermarket s’incontrano solo lentissimi vecchiarelli e desperate houswives).

La lunga coda alla cassa davanti a me, combinata con la lentezza del cassiere e quella delle famose vecchiarelle  che nel poggiare le enormi quantità di cibo sul rullo trasportatore sono sempre più simili a bradipi assonnati, mi stavano già facendo rimpiangere di non essermi data direttamente malata.

Ma poi, ecco che sbuca lui.

Mi si piazza quasi davanti come se volesse passarmi avanti. Subito mi scatta il ringhio alla io:”Ehi tu!Come ti permetti di superarmi!Ma non lo vedi che c’è una fila da rispettare!?”

Lo guardo sforzandomi di essere più interrogativa e meno collerica possibile (non si sa mai avessi frainteso la mossa del nuovo arrivato). Ricambia il mio sguardo e sorride sdentato. E’ secco secco, alto molto più di me ma sta un po’ ricurvo, porta in testa un berretto consunto e degli spessi occhiali da vista che gli conferiscono l’aspetto di uno di quei personaggi che si vedono solo nei fumetti o nei cartoni animati.

-“La ghe mi scusi siurina. Mo la fassio passare subito nè, che la cavaleria a cosa serve senò?Nè?”-

Adesso sono spiazzata. Borbotto un timido “Grazie..”, già pentita della palese malignità della mia occhiata e mi rimetto in fila coi miei due pomodori e la mia triste insalatina.

Per riscattarmi e fare passare il senso di colpa che oramai mi attanaglia, decido di rimediare e fare capire al simpatico ometto che:”Vengo in pace!” passandogli il separatore-di-spesa (termine ultra tecnico!).

-“Mo grassie siurina! Menomale che c’è lei, altrimenti rischiavamo che io me magnasi le sue arance e che lei la se magnase le mie carote! Nè?”-  Altro sorriso sdentato.

Ridendo gli faccio notare che sono pomodori e non arance e che comunque, se voleva, anche con quelli un’insalata ce la poteva fare.

Sono ormai rapita ed estasiata dallo strano soggetto e dal suo delizioso accento, tanto che non riesco a trattenermi dal dirglielo.

-“Ha proprio un accento favoloso!”- Gli dico senza contare fino a dieci e giusto per sentirlo parlare l’ultima volta.

-“Nè, ha sentito siurina?!He, mi sono un barbaro del nord trapiantato qui. Mo l’assento non l’ho perso e non lo voglio perdere mai!-

Se potessi glielo ruberei io quell’accento giusto per ascoltarmi dalla mattina alla sera.

Purtroppo ormai è il mio turno ed è tempo di saluti. Pago, ma con la coda dell’occhio noto che il mio “nuovo amico” sta come aspettando trepidante il momento del nostro congedo.

-“Alora, adio siurina e..BUONA INSALATATA!-

Non avrei saputo immaginare parole più adatte per concludere il nostro bizzarro incontro..

BUONA INSALATATA A TUTTI!

E una in più

Oggi è certo che in cucina era meglio se non ci entravo.
Dopo avere accuratamente bruciato la carne che doveva essere il mio pranzo, avere rotto la mia scodella preferita della Richard Ginori, che se mi becca mia mamma mi spiezza in due , ho pensato bene di consolarmi con uno yogurt al cocco (buoooono lo Yogurt coi pezzetti di cocco, sbav sbav).
L’ho prelevato dal frigo e ho come al solito controllato la scadenza, perchè non si sa mai quali reperti  si possono trovare nei frigoriferi abbandonati come il mio.
La data sul coperchio segnava 16 apr. 08.
L’ho aperto e come al solito avida e golosa come sono ho voluto ripulire il coperchio di alluminio con la classica leccatina.
Immaginatevi la gioia nell’assaporare in bocca non i bianchi e dolci pezzettini di cocco bensì un non ben identificato gogonzola marcio che più marcio non si può, la mia bocca è stata invasa inondata e violentata da quel terribile sapore di rancido che assumono tutti i latticini che sono scaduti.
Dopo avere iniziato a sputacchiare, assalita dai conati di vomito e in preda al panico più totale, con la bocca spalancata incerta se buttare giù o cercare in qualche modo di liberarmi di quell’orrendo aroma, ho gettato un occhio al vasetto e mi sono accorta che vicino al candido cocco si era formata una bella crosticina verde di muffa blea!
Un orrore ancora più totale mi ha assalita; e adesso chi glielo spiega alla mamma che l’idea del caseificio non era poi così buona??

L’invasione dei gemelli Kaulitz

Stamattina, mentre ero ancora nella fase dello stropicciamento occhi, mezza stordita e incosciente, dopo avere messo a fuoco quello che ho avuto la sventura di sognare stanotte, stavo per prendermi un accidente.
Le immagini che mi sono passate davanti come un flash sono queste:
io vestita come una groopie, che urlo come una matta dagli spalti.
Sono evidentemente ad un concerto, attorno a me centinaia e centinaia di altre invasate saltanti che mi spingono e si sporgono non curanti delle persone che stanno calpestando mentre compiono il loro bizzarro teatrino.
Non so con chi sono lì ma sono felice, anzi ora che ci penso, disperata, e poi di nuovo felice, non riesco a stare ferma, sono incontrollabile come attraversata da continue scosse elettriche.
In mano tengo qualcosa di colorato e pieno di K e lo sventolo fiera.
Vedo intorno a me il delirio di quella massa di ragazzette incontrollabili, ma stranamente mi sento del tutto a mio agio in mezzo a loro.
Fino a quel momento è come se fossi stata avvolta in una bolla di sapone, i suoni non mi arrivano chiari, anche il palco mi sembra sfuocato.
Ma ecco che ad un tratto realizzo quello che tutte quante stanno urlando:
“BIIIIIIIIIIILLLLLLL,BIIIIIIIIIIIIIILLLLL!!!!!!”
Non capisco, ma vedo che la me nel sogno le imita e forse le supera anche:
“BIIIIIIIIIIIIIIIILLLLLL!!!Uaaaau Billllllll!!!”
Non appena guardo il cartello che tengo nella mano, tutto mi è finalmente chiaro!!
Questo è palesemente un incubo!!
Sono una Karampana patita dei Tokio Hotel e sto berciando a squacia gola che li amo da impazzire.
Non solo, nel momento in cui sbuca la inconsueta testolina del mio beniamino, comincio anche io a sporgermi, nel disperato tentativo di acciuffarlo.
Tutte mi imitano alcune urlano(non so se di dolore o d’eccitazione), anche io urlo e poi piango disperata quando credo che lui abbia incrociato il mio sguardo.

E’ inaudito una intera notte sprecata a fare la cretina al concerto di quattro tizi che mi fanno ribrezzo.
Eccosi spiegato il mal di testa che ho da tutto il giorno!

Mi mancan le parole…

..sì da qualche giorno nel mio blog c’è calma piatta..niente più ricerche come prima di belle topolone mammamiaquantosonoboneee e altre stupidate del genere!!
Approfitterò quindi delle vecchie paroline che ho raccolto fino ad oggi per dedicarmi a questo post scarabeo, e chissà magari si aprirà una nuova era di googoleggiatori educati che su internet cliccheranno solo parole normali…
SPERO PROPRIO DI NO, nel frattempo vi lascio in compagnia di qualche strano vocabolo, o come al solito frase sconnessa, che ho avuto il piacere di leggere grazie a questa fantasmagorica opzione di WordPress che mette a nudo tutti voi.

parole “la cicciotta”, mi vedi ingrassata?Forse ho mangiato un po’ troppe mele;se ti dico adolescente cosa mi dici,..mumble mumble demente forse?;adolescente seno cadente, scusa era questa la risposta;come fare ad essere incinta,con quali modi si può rimanere incinta? comincia con l’ imparare a scrivere per esempio, poi puoi imparare a fare altro;nicchia doccia, esci subito da lì svergognatooooo!!!;bella topolona mamma, oh ciao Edipo, pensavo fossi morto da un po’;foto che coniugi a letto…, devi smettere di sbirciare nelle case degli altri, fatti una vita tua!!una vergine può rimanere incinta, chiedi ad una certa Maria(non alla De Filippi sciocco!);è’ arrivata la primavera, grazie dell’avvertimento, senza di te non avrei saputo come fare;tutti i modi per rimanere incinte, io ne conosco solo uno, al massimo due;ma il pene si allunga diventando piu grandi, aspetta e spera, forse se sei un burattino di legno hai qualche speranza..prova a dire una bugia;amore mestruazioni, famoso remake di pane amore e fantasia;rustin rivista, hai provato dal giornalaio?cartone animato rustin,ma cosa è una imprecazione..fammi provare porco rustin!nicchia nella camera da letto,smettetela subito di spiarmiii!!;nicchia dietro letto,se si deve nascondere dai guardoni come te dove vuoi che si rifugi Nicchia?!;uscendo da un parcheggio ho avuto un incidente, grazie dell’info;ti lascio sola bella topolona, deciditi!;canzione “non ti lascio sola bella topolona,pure la versione spagnola noo!sono belle tutte le mama del mondo,parole de sono belle tutte le mama del mundo,la proporremo come nuovo inno nazionale Brazilegnu;zona giorno con nicchie,quante nicchie conosci scusa?;le fanciulle vergine che fanno porno,senza parole;carciofi rose filo coca-cola bagno nudi, qualcuno ha capito cosa diamine sta cercando quest’uomo?;coca cola per non restare incinta, questo sarà aggiunto tra i mille e uno usi della cocacola;suonerie di nicchia,semplicemente driiin;come si fa coltello a mana,a mana non lo so, a mano posso chiedere allo chef Tony;scuola per diventare coltellinai,Come scusa??!!;ricette scarabei,no dai non si mangiano mica quelli!;se un ragazzo si bacia con la lingua, i casi sono due, o ha la lingua biforcuta oppure ti ha mentito,in ogni caso vi dovete di sicuro sposare!arte di nicchia, grande arte!;come togliere le ganasce alle macchine,non lo so ma quando lo scopri fammi sapere;2 canne al giorno,tolgono il medico di torno;quanti magazzinieri nei supermercati,troppi!;cani al cinema film vecchie, cos’è un’ammucchiata?;suonerie di bombardamenti,nostalgico del Vietnam?pene depilato adolescenti,posa quella lametta!!;pene si rimpicciolisce,te l’avevo detto che non gli faceva bene;dove deve cadere lo sperma per restare incinta,..in un orecchio naturalmente(blea);sperma attraversare pigiama,lo chiamavano Supersperm!;poco sperma recupero dopo rapporto,perchè lo vuoi recuperare?posso fare l’amore con tampax,AIUTO!!apparechio acustico, te lo sconsiglio, certe cose meglio non sentirle proprio!!

Rondò alla Turca

Oggi al mio rientro a casa ho trovato mia mamma seduta al tavolo di cucina, tutta presa dalla lettura di un foglio che sembrava alquanto interessante.
Scopro che si trattava del referto di alcune analisi di qualche mese fa.
Dopo poco si accorge della mia presenza, alza gli occhi dal foglio e mi guarda con aria interrogativa e beffarda.
Noto la faccia tipica di quando sta per darmi una delle sue “Verità indiscutibili”, da professoressa di lettere saccente sotuttoio quale è
Mi faccio attenta preparandomi per l’arringa.
“Scusa eh” fa lei stridula.
“Quando hanno scritto le generalità, hanno di sicuro sbagliato!”
“Hanno scritto che sono di razza caucasica, e che c’entra di razza caucasica, non mi hanno mica chiesto da dove venivo!Devono avere dedotto che sono turca!”
“Dimmi ti sembro turca io?”
Allucinata da una tale affermazione, sghignazzo e alzando gli occhi al cielo le rispondo che il termine caucasico è utilizzato per indicare tutti quelli che hanno la “pelle bianca”, in genere gli europei, e che no non mi sembra affatto turca.
La faccia che ha fatto, è stata per me una gran soddisfazione.
Uno a zero per me, beccati questa prof.


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