Voglio una vita tranquilla

Camminava assorta nei suoi pensieri ma a passo deciso, sul marciapiede che costeggia la pista ciclabile, proprio nei pressi de “La Nazione”. Talvolta si fermava a leggere qualche cartellone di quelli che pubblicizzano spettacoli e forse stava anche progettando di sceglierne uno da vedere. Alle undici e mezza circa quella zona è molto affollata oltre che per le numerose macchine che sfrecciano sui viali paralleli, anche per la gran quantità di persone che tornano dal mercato di Sant’ Ambrogio (proprio a due passi) cariche di ogni sorta di cibarie buste e bustine. Non poteva neanche immaginare che accadesse niente di anomalo visto il contesto così tranquillo e soprattutto (siamo sempre fiduciosi che niente possa accaderci in pieno giorno quasi nel centro di una brulicante città e per giunta sotto gli occhi di tutti).

Non ha sentito invece che alle sue spalle qualcosa stava per succedere. Quando se n’è accorta era ormai troppo tardi perfino per gridare o per opporre una qualche resistenza.

Erano in due. Un ragazzo ed una ragazza entrambi ben vestiti, biondiccia e capelli lunghi che le spuntavano dal casco ed ondeggiavano candidamente lei, non identificabile lui. Le si sono avvicinati piano piano, devono averla puntata da un po’ ed osservata attentamente.  Una signora dal passo deciso sì ma di gracile corporatura e soprattutto con la borsa tenuta in mano dal lato della pista ciclabile. In  poche parole, devono essersi detti, una preda facile.

Si sono immessi come niente fosse all’interno della striscia rossa riservata alle bicilette. La ragazza si è piegata sulla destra, il ragazzo che guidava lo scooter per poco non perdeva l’equilibrio. Lei deve averla sfiorata appena, giusto quel tanto che è bastato per sfilarle di mano borsetta e buste..la presa leggera con cui teneva il tutto e lo stupore  della donna, le hanno sicuramente facilitato il compito.

Non si è resa conto di niente, non ha nè urlato nè ha cercato in qualche modo di reagire. Mia mamma è semplicemente rimasta impietrita in mezzo al marciapiede con l’unica immagine stampata in faccia della sua borsa che ondeggiava appesa al braccio di una sconosciuta e che si faceva sempre più piccola man mano che i due ladri si allontanavano prendendo velocità in sella al motorino e scomparendo verso il lungarno.

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4 Responses to “Voglio una vita tranquilla”


  1. 1 venividiwc marzo 4, 2011 alle 8:16 am

    Eh già, non si può mai abbassare la guardia…

    Comunque, per sdrammatizzare, volevo dirti che tua mamma non sarebbe per nulla contenta della rappresentazione fatta nella vignetta! 🙂

  2. 2 nicchia marzo 5, 2011 alle 11:58 pm

    Uhauhaua!Hai proprio ragione!!Probabilmente avrebbe qualcosa da ridire anche su i numerosi post pubblicati nei quali la “sputtano” (perdonami il francesismo)senza ritegno 😀

  3. 3 Taglia marzo 9, 2011 alle 9:47 am

    Noooo 😐 il finale a sorpresa mi ha spiazzato.

    Mi dispiace per lo scippo

    • 4 nicchia marzo 10, 2011 alle 7:01 am

      Grazie mille Taglia, ma lo sai quale è il colmo?Stava andando a pagare il dentista ed aveva più di 200 euro in borsa!Hanno fatto veramente un bel bottino quei maledetti!


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