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Voglio una vita tranquilla

Camminava assorta nei suoi pensieri ma a passo deciso, sul marciapiede che costeggia la pista ciclabile, proprio nei pressi de “La Nazione”. Talvolta si fermava a leggere qualche cartellone di quelli che pubblicizzano spettacoli e forse stava anche progettando di sceglierne uno da vedere. Alle undici e mezza circa quella zona è molto affollata oltre che per le numerose macchine che sfrecciano sui viali paralleli, anche per la gran quantità di persone che tornano dal mercato di Sant’ Ambrogio (proprio a due passi) cariche di ogni sorta di cibarie buste e bustine. Non poteva neanche immaginare che accadesse niente di anomalo visto il contesto così tranquillo e soprattutto (siamo sempre fiduciosi che niente possa accaderci in pieno giorno quasi nel centro di una brulicante città e per giunta sotto gli occhi di tutti).

Non ha sentito invece che alle sue spalle qualcosa stava per succedere. Quando se n’è accorta era ormai troppo tardi perfino per gridare o per opporre una qualche resistenza.

Erano in due. Un ragazzo ed una ragazza entrambi ben vestiti, biondiccia e capelli lunghi che le spuntavano dal casco ed ondeggiavano candidamente lei, non identificabile lui. Le si sono avvicinati piano piano, devono averla puntata da un po’ ed osservata attentamente.  Una signora dal passo deciso sì ma di gracile corporatura e soprattutto con la borsa tenuta in mano dal lato della pista ciclabile. In  poche parole, devono essersi detti, una preda facile.

Si sono immessi come niente fosse all’interno della striscia rossa riservata alle bicilette. La ragazza si è piegata sulla destra, il ragazzo che guidava lo scooter per poco non perdeva l’equilibrio. Lei deve averla sfiorata appena, giusto quel tanto che è bastato per sfilarle di mano borsetta e buste..la presa leggera con cui teneva il tutto e lo stupore  della donna, le hanno sicuramente facilitato il compito.

Non si è resa conto di niente, non ha nè urlato nè ha cercato in qualche modo di reagire. Mia mamma è semplicemente rimasta impietrita in mezzo al marciapiede con l’unica immagine stampata in faccia della sua borsa che ondeggiava appesa al braccio di una sconosciuta e che si faceva sempre più piccola man mano che i due ladri si allontanavano prendendo velocità in sella al motorino e scomparendo verso il lungarno.

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Addio Heath..

pixel1.gifEbbene sì..eccoci di fronte all’ennesimo episodio della serie:” L’ altra faccia di Hollywood”.

Purtroppo però, anche questa volta, non posso fare a meno di domandarmi:”Come può essere?”

Cosa può spingere un ragazzo di soli 28 anni, bello, famoso, ricco, a togliersi miseramente la vita (sempre che di suicidio si possa parlare) e abbandonare quel mondo?

Quel mondo che a gli occhi di noi “comuni  mortali” sembra una favola, fatta di paillettes, feste, divertimento.Un mondo che segretamente, almeno una volta nella vita, ognuno di noi ha  invidiato.

Eppure non è la prima volta, dalla fragile Marilyn, all’ incosciente James Dean, giovani di talento spenti in un attimo, proprio come candele dopo un soffio di vento.

E proprio forse questa fragilità che ce li rende tanto vicini.

Belli e dannati sì ma pur sempre esseri umani come tutti noi…


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