Io sono..disperata

Hier soire , ullallà, cinemà!
Dopo alcuni minuti di incertezze, è stato deliberato a maggioranza di vedere “Io sono leggenda”, il nuovo film con Will Smith e diretto da Francis Lawrence (che mi dicono fino ad oggi avesse diretto solo videoclip e Constantine).
Premetto che non vado pazza per Will Smith, che non mi convincono molto i film di distruzioni di massa, apocalissi e mostriciattoli che minacciano il pianeta(vedi “The Day after Tomorrow”, “Indipendence Day” etc..),tuttavia mi sono avviata strascicando i piedi e bofonchiando dentro al cinema, motivata forse dal solo fatto di sapere che originariamente il suddetto film era un libro (“I am legend” appunto).
Per chi avesse intenzione di vederlo, consiglio di fermarsi ora per non rovinarsi la sorpresa.
Il film comincia con quel matto di Willy che va a ducento all’ora, sulla sua bella macchina sportiva per le strade di una deserta New York, cacciando gazzelle? in corsa, come un vero predatore.
Accanto a lui i suo fedele cane.
Il protagonista, è rimasto, sembra, l’unico a non essere stato contagiato da un tremendo virus, che sembra avere tramutato l’intera popolazione mondiale in zoombie/vampiri/mostri, che, temendo la luce, si muovono di notte, affamati e in cerca di sangue fresco.
Fortuna?
Il film procede in maniera scorrevole, facendo vedere come lo sfortunato ragazzo con il suo affezionatissimo e dolcissimo cane, si sia organizzato per sopravvivere, avendo tutta la città a disposizione di giorno, ma dovendosi barricare in casa di notte.
Ecco qui comincia il brutto, scopriamo che il cane è immune alla diffusione aerea del virus, ma non lo è a quella da contatto, in parole povere, se i mostri lo mordono è uno di loro.
Willy, dopo avere scoperto rischiando la pelle, un così detto “alveare”, ovvero un covo buio dove i mostri possono rifugiarsi di giorno, decide di tendere loro una trappola, per poter catturare uno di quei “cosi”, sul quale testare un nuovo vaccino.
Ci riesce, anche con troppa facilità, ma questo fa infuriare gli affamati esseri che il giorno seguente, lo ricambiano con la stessa moneta.
Lo sfortunato (e anche un po’ stupido) ragazzo, dopo essere svenuto, si ritrova così appeso per una gamba a testa in giù, pronto per essere pappato al calare della notte.
Qui ci mette un po’ per realizzare che quello che lo separa dalla morte certa è solo un flebile raggio di sole e temporeggia cercando di tagliare il filo che lo tiene a mezz’aria.
Finalmente ci riesce ma, sfiga nella sfiga, cadendo gli si conficca il coltello in una coscia.
Anche qui temporeggia urlando di dolore, mentre dal buio alle sue spalle provengono strani ringhi.
Questi dolci suoni si riveleranno appartenenti a degli altrettanto dolci cani-mostro che sbucano dall’ombra sbavando e digrignando i denti.
Willy deve solo rialzarsi, nonostante il coltello nella gamba, prendere il suo fedele cane, che non si era mosso da lì per tutto il tempo, salire in macchina ed andarsene, tutto questo, prima che il raggio di luce che lo separa dagli esseri infernali, scompaia con il calare del sole.
Temporeggia ancora, parla un po’ troppo col cane e agisce un po’ troppo poco eeeee….bam!!
Il sole cala, niente più luce, in un lampo i cosi ringhianti assalgono lui, che tanto è immune, e anche il cane, con il qule si lanciano in una lotta sfrenata.
Naturalmente, Willy che alla fine è riuscito a strascicarsi fino alla macchina, tira fuori una pistola e sparando quanti più colpi possibili, uccide i malintenzionati che nel frattempo hanno già mozzicato il suo fedele compagno.
Da qui in poi non c’ho capito più niente.
So solo che dalla scena dopo, dove si vede lui che canta, “Everythings gonna be alright” a quello che resta del suo cane, sanguinante e in via di trasformazione per l’avvenuto contagio, ho iniziato a piangere e singhiozzare ininterrottamente e vergognosamente per raggiungere l’apice nel momento in cui Willy,  rassegnato e piangente, lo sopprime strozzandolo( sigh!).
Ho continuato così senza possibilità di controllare gemiti e singhiozzi per una buona parte del film, fino ad arrivare alla fine, quando lo sciagurato protagonista, avendo trovato altri esseri viventi, e l’antidoto al letale virus, decide, dopo averglielo consegnato, di farsi saltare in aria gettandosi su una inferocita miriade di quei mostri, pronti ad attaccarli.
Naturalmente qui mi si sono riaperti i rubinetti più che mai e sono tornata ad inondare la platea con le mie lacrime.

Sono uscita dal cinema, completamente disidratata, con gli occhi rossi e con i miei amici che facevano finta di non conoscermi.

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