..comunico che non sono sparita definitivamente, nonostante l’apparente oblio che sembra avvolgermi (vero Theweird?
).
In questi numerosi giorni sono stata moooolto indaffarata, ho un esame di matematica la prossima settimana( e come direbbe un certo puffo io oooodio la matematica), colloqui di lavoro e lavori che mi hanno portato via un sacco di tempo e mille altre cose che mi riempiono la giornata fino a sera con il risultato che quando stacco da tutto, preferisco leggermi un libro al calduccio del mio letto piuttosto che spippolare al computer..
Prometto però che passata questa momentanea crisi esistenziale e spazio-temporale, tornerò a scrivere, cominciando prima di tutto dalla nomination di Theweird e vi elencherò 6 cose che non conoscete di moi.
Per adesso vi saluto ma tornerò presto, anche perchè tutto sommato ora che sono qua a scrivere, mi rendo conto che un po’ mi mancava..
Ps.Saluto in particolare(come fossi dalla De Filippi) il Cappellaio, Theweird e Daemonia a presto ragazze!!
Nicchia
Archivio per la categoria ‘Problemi’

A tutti i Blogger che passano di qui..
Aprile 19, 2008
Follia familiare..
Febbraio 25, 2008…c’è un giochino nuovo di zecca che mia mamma ha inventato e che le piace tanto fare coinvolgendomi, nei momenti in cui sono più impegnata.
Si chiama “mi tiro dietro la porta”.
Funziona così:
prima aspetta che io sia, o in bagno, a studiare, o al telefono, dopo di che mi bercia che sta andando in garage o in giardino.
Dopo essersi accertata che ho capito bene quello che mi ha urlato, esce dalla porta, la chiude, conta fino a due e poi mi suona il campanello, perchè vuole che le riapra e fino a quando non ho smesso di fare quello che stavo facendo rimane lì e suona disperatamente, come se non sapesse che sono in casa.
Attenzione, il giochino non riesce fino a quando io non apro la porta e le chiedo per quale diamine di motivo mi ha suonato un secondo dopo essere uscita, e lei con tutta naturalezza e anche un po’ risentita non mi risponde che si è tirata dietro la porta e aveva paura di non riuscire più ad entrare in casa.
Se il giochetto viene ripetuto per più di tre volte la mamma viene automaticamente eliminata.

Un maledetto sabato sera
Febbraio 24, 2008Considerata la mia vita da monaca di clausura, tutta studio e niente uscite, c’era da aspettarselo che per una volta che il Sabato sera decidevamo di non tornare a a casa entro mezzanotte, accompagnati come al solito dalla carrozza di Cenerentola, ci succedesse una sciagura dietro l’altra.
Scaldiamoci subito con un piccolo incidente, provocato da una mia amica un po’ inesperta, che mentre stava uscendo da un parcheggio ha sfiorato appena una stupida Smart parcheggiata, senza freno a mano, che schizzando via è andata a travolgere un ragazzo che era sceso di motorino e lo stava parcheggiando.
Naturalmente, nonostante avesse ragione lui, anche se non si era fatto niente, ha fatto scattare il melodramma, inveendo contro la poveretta e dandole di imbecille(come se il suo passatempo preferito fosse quello di andare a creare reazioni a catena contro macchine instabili, per vedere quanti più disgraziati col motorino riusciva ad acciaccare!)
Dopo avere risolto questa piccola scaramuccia, andiamo al cinema per goderci il grande Johnny Depp in “Sweeney Todd“.
Mentre facciamo il biglietto, la mia lentezza nel tirare fuori i soldi precisi(mi voglio togliere assolutamente tutti i dannati spiccioli!!), fanno confondere la cassiera che cede il mio biglietto a quello in coda dietro di me e nel momento che riesco a pagare, insinua che il biglietto me l’ha già dato!
Naturalmente vengono in soccorso i miei cari amichetti che le dicono che si è sbagliata, allora, dopo vari sguardi furtivi, si decide e mi stampa un biglietto per Rambo…ehm no mi sa che ha sbagliato; accortasi dell’errore sbuffando e alzando gli occhi al cielo finalmente riesce a compiere il suo dovere, e anche io ricevo il mio biglietto.
Durante il film il proiettatore, sbaglia e ci fa vedere mezzo film senza sottotitoli, quando se ne accorge, rimette tutto daccapo, riproponendoci nei minimi dettagli le scene più truculente, che ero riuscita a scansare tappandomi gli occhi con la manina.
Finito il film circa a mezzanotte e mezza, usciamo dal cinema, andiamo a prendere una delle macchine e naturalmente i cari vigili della municipale, avevano deciso di fare man bassa portando via da davanti all’affollatissimo cinema qualunque veicolo che risultasse un minimo fuori posto(volevano proprio farci il busco)
Per fortuna che il mio ragazzo non mi dà mai ascolto e aveva parcheggiato in un vero parcheggio e non sulle strisce come gli avevo suggerito altrimenti avremo avuto seri problemi a spostarci.
Decidiamo di recuperare la macchina mancante subito, per toglierci il dente, chiamiamo la municipale e chiediamo dove dobbiamo andare.
Quelli senza scomporsi dicono che la vettura è stata semplicemente spostata con tanto di ganascia giallo sprezzante, in un’altra piazza che noi tutti supponiamo sia lì vicino.
Mezzi rintontiti avanziamo camminando fino a quella supposta piazza, naturalmente era tutto sbagliato, niente con quel nome esisteva da quelle parti.
Entriamo in un bar scansando ubriachi che vomitavano e soggetti veramente poco raccomandandabili, ma nessuno sembra conoscere la piazza incriminata.
Decidiamo di richiamare la municipale per avere ulteriori indizi, sulla nostra caccia alla macchina.
Le indicazioni sono le più vaghe che potessero darci, ma almeno sappiamo che la zona nella quale dobbiamo cercare non è quella in cui siamo.
Montiamo sull’unico veicolo rimasto e andiamo un po’ alla cieca, nella direzione indicata, con in testa un nome che neanche siamo sicuri di avere capito correttamente.
Nello stesso tempo, da casa ci arrivavano le voci che neanche sullo stradario esisteva niente di simile.
Alla fine verso le una e mezza sbuchiamo nella piazza del mercato e per un non so quale sesto senso scendiamo; lì ci troviamo di fronte alla macchina requisita.
Naturalmente il nome che ci avevano fornito non era quello giusto e sullo stradario, non c’era niente per il semplice fatto che il signor Annigoni(titolare appunto della piazza), era morto solo da un paio d’anni ragione per cui il suo nome era stato adoperato solo di recente.
Lì un po’ infreddoliti chiamiamo il carro attrezzi che deve togliere le ganasce, dice che ci mette venti minuti, ma naturalmente arriva dopo quasi un’ora, ci trova lì bubbolanti e colpevoli e non gli facciamo neanche un po’ pena, ci spilla 100 euro, più 75 di multa, e non si fa ammorbidire neanche dalle mie (siiiimpaticizzime) battute, che di solito mi fanno guadagnare sconti nei negozi.
Finalmente liberi, possiamo tornarcene a casa, un po’ tristi, un po’ divertiti per la sfiga della serata, ma soprattutto moolto più leggeri..nel portafoglio(sigh!).

Maledetta Primavera!
Febbraio 22, 2008Questa anche se siamo ancora un po’ fuori stagione e sembra essere tornato il freddo, ve la devo proprio raccontare.
Il mio modo di capire quando è arrivata la primavera è del tutto particolare, oltre che dai carissimi uccellini che la mattina, se mi dimentico un pezzetto di persiana aperta, vengono a svegliarmi bussando col becco al vetro(sarò mica stata Biancaneve in una vita passata?), ho altri metodi infallibili, alcuni dei quali veramente assurdi, rigurdanti tutti i miei cari pazzi vicini.
Partendo in ordine dal mattino, quando è primavera, vengo svegliata alle sette dalla squadra di mocciosi che hanno quelli del piano terra.
In primavera hanno l’abitudine di alzarsi di buon’ora e riversarsi urlanti e felici a giocare nel loro giardino, sotto la supervisione del nonno che contribuisce con la sua vociona da orco, lì tutti si sbizzarriscono e berciano a pieni polmoni senza che nessuno dica loro niente.
Le loro vocine stridenti e piagnucolanti mi si piantano in testa e non mi danno tregua nonostante i doppi vetri che ci separano.
Proseguendo nell’arco della giornata, sbucato il primo sole pomeridiano, appena appena più caldo, i vicini che hanno la casa che si affaccia di fronte alla mia, danno spettacolo nella loro terrazza-mansarda.
Sono due signori di una certa età e il marito, un viscido ometto tutto pelle e ossa, mentre la moglie cicciottella tende i panni, dà sfoggio del suo fisicaccio mettendosi come un rettile immobile e completamente nudo, a prendere la tintarella, fregandosene o forse ignorando, che dei poveri disgraziati aprendo la finestara della terrazza, praticamente alla loro altezza, possano vedere dettagliatamente tutta la sua penzolante mercanzia.
Dulcis in fundo, passando per gli urli in tempo di pagelle, contro il figlio svogliato, della signora al piano di sotto, arriviamo dritti dritti alla sera.
In queste tiepide nottate, quelli del piano terra, nell’ala ovest, dopo avere cenato in compagnia dei loro ridenti amici, e avere fatto venire l’acquolina in bocca a tutti quelli dei piani superiori (compreso il mio che è l’ultimo), con l’odore di ciccia alla brace, senza offrirne neanche un pezzettino, pensano bene di coricarsi e da bravi quasi sposini, di darsi alla pazza gioia sotto le coperte (o in altri posti che non voglio sapere); unica pecca, le manie di grandezza della ragazza che non si risparmia gli urli focosi mentre tutto il palazzo si rigira nel letto sperando che se non altro il ragazzo sia poco dotato e finiscano in fretta.

Ecchebiiiippp!!!
Febbraio 15, 2008Di solito non sono una sfaticata, soprattutto quando si tratta di fare sport, ma ultimamente andare in piscina, per me sta diventando traumatico.
Primo, sono una terribilmente freddolosa, quindi, nonostante abbia accuratamente evitato(grazie al mio caro ragazzo) di dovermici recare in bici o a piedi, il solo fatto di mettere il naso fuori la sera alle otto quando già è buio e il freddo avanza, mi fa rabbrezzolire talmente che scapperei correndo e mi ficcherei direttamente sotto le coperte, per uscirne il giorno dopo.
Secondo, l’acqua della piscina, oltre a contenere di tutto, cerotti, palle di capelli/peli, che evito (non vedendoli), solo grazie agli occhialini appannati, sembra essere regolata con la temperatura ambiente, quindi più fuori è freddo, più la melma acqua è congelata.
Terzo, gli spogliatoi sono talmente schifosi, che se solo ti cade anche l’elastico, devi raccattarlo con le pinze e passare direttamente all’inceneritore.
Quarto, gli immancabili culo a culo sotto la doccia con la cicciotta signora, più antipatica della terra, che a quanto pare è affezionata al mio fondo-schiena e non perde occasione per strusciarmici contro il suo (AAAGhhh!!Fastidio!!!).
Quando poi oltre a tutto, la doccia me la devo fare anche in compagnia di schifosi e lunghi bachi rossi che fanno timidamente capolino dallo scarico, un eccheccazzo ci sta proprio bene!

Eppure…
Febbraio 12, 2008
Murphy Dixit
Febbraio 5, 2008Murpy, in una delle sue tante leggi sostiene:
“Scegli la coda che vuoi, non sarà mai la più veloce”.
Non sarò certo io a smentirlo.
Ieri sono andata alla Coop per comprare i cereali per la colazione.
Potevo benissimo farne a meno ma, avendo notato che non c’era molta gente, già che ero fuori, ho pensato bene di approfittarne.
Arrivata al dilemma:”Quale cassa farà prima?”, ho notato che più o meno tutte erano vuote, ma una lo era più delle altre.
Mi sono fiondata lì; davanti a me avevo solo: un anziano signore e una ragazza.
Comincia l’Odissea.
La ragazza, già con tutta la roba sul rullo, si scorda una cosa, mentre la sta prendendo naturalmente la cassiera si accorge che ad un articolo manca il codice a barre.
Torna la ragazza..
“Signorina qui non c’è prezzo, che faccio?”le domanda la cassiera.
“Torno subito.”fa la ragazza, e sparisce.
Torna con l’oggetto finalmente prezzato.
A quel punto la ragazza si accorge che la cassiera le sta facendo un conto unico, mentre lei le aveva chiesto due conti separati.
La cassiera comincia a cancellare dallo scontrino tutti i prodotti che devono essere inseriti nell’altro conto.
La ragazza paga il primo conto, naturalmente con un pezzo intero, che rinaturalmente, non passa il test di banconotanonfalsa alla macchinetta, così la cassiera si alza e va nella cassa accanto per fare sto benedetto test.
Ce la fa, passa tutti gli altri oggetti e fa il secondo conto.
Quando la ragazza se ne è andata quelli delle altre file(che mi sembravano file più lente) erano già comodamente seduti sul divano di casa loro.
Ma il bello doveva ancora arrivare.
E’ la volta dell’anziano signore.
Deposita la roba sul rullo, non tutta però, ne deduco che anche lui voglia due conti.
Passa tutto e paga il primo conto sempre con banconote che non passano il test di banconotanonfalsa, e costringono la cassiera a far ginnastica correndo ad un’altra cassa.
Tocca al secondo conto, nel momento in cui la cassiera passa una sacchettata di arance, qualcosa non le torna, si alza e dice che vanno ripesate.
Dapprima il signore, non sente e continua a depositare roba sul rullo, poi la vede in piedi e comprende:
“Perchè vanno ripesate?”
E la cassiera con un mezzo ghignetto sulla faccia:
“Signore ha premuto il tasto sbagliato!!Ha selezionato le carote e queste come vede sono arance!!” e se ne va ridendo in faccia a me che nel frattempo mi ero tramutata in una rattrappita vecchietta..


Uhauuaaaaam…
Febbraio 4, 2008In questo periodo, dovendo passare le mie lunghe e (ahimè),talvolta anche tristi giornate seduta davanti ad una scrivania a studiare mi capita molto spesso di avere problemi nel prendere sonno.
Così mi è successo ieri sera. Stremata e sbadigliante, mi sono infilata sotto le coperte con tutte le buone intenzioni possibili:
“Morfeo!!Prendimi, sono tua!!!”
Ma, forse per colpa del mio nuovo pigiamino rosa porcello, forse per colpa del mio approccio un po’ troppo diretto, Morfeo proprio non mi s’ è filato di pezza..
Così mentre mi arrovellavo e mi rigiravo nel letto, supplicando quello scostumato (briciolo) del mio cervello di fare silenzio, ho cominciato a pensare, guarda un po’, a quanti modi carini (e soprattutto efficaci), ci potrebbero essere per addormentarsi.
Me ne sono subito saltati alla mente un paio classici:
1.contare le pecore.
A quel punto i dubbi mi hanno assalito:”Ma ste pecore si contano, mentre camminano tutte insieme saltellanti e felici nel gregge?Una ad una?Oppure mentre saltano una staccionata?”
Ho provato tutte e tre le opzioni e sono riuscita solo ad innervosirmi.
2.Ascoltare la musica.
Ho preso l’mp3 e me lo sono schiantato nelle orecchie, sperando di incappare in qualche dolce canzoncina rilassante.
Niente, anche questo è stato un completo fallimento.
Con i nervi a fior di pelle mi sono ricordata del consiglio che mi aveva dato tempo addietro un mio amico.
3.Inventarsi storie nella testa fino a perdere il filo del discorso..
Sinceramente non sono riuscita neanche a cominciare tanto ero stanca, so solo che mi sono risvegliata stanotte alle 4 e non ho più chiuso occhio.
Propongo qui un sondaggio per tutti i malcapitati nottambuli e non che leggeranno questo post.
Voi come fate a superare le turbe pre-sonno?
Traduco, come fate ad addormentarvi quando proprio il vostro cervello di spegnersi non ne vuole sapere??
Necessito di risposte.