
Un ricordo
Marzo 11, 2008Prima che arrivasse questa terribile perturbazione, che in questi giorni rende Firenze grigia, cupa, e fredda, avevo preso l’abitudine, viste le splendide giornate, di andare in giro sulla mia bicicletta blu acceso.
Mi piace troppo pedalare per le strade ed odorare il vento che mi sfiora il viso, e poi passare per tutte quelle viuzze e quei pertugi che con la macchina non si possono scoprire, ti senti un po’ padrone della strada sulla bicicletta, quando tutti stanno fermi e imbottigliati, tu puoi sempre trovare un modo per procedere e schivare il traffico.
Sebbene sia una bicicletta da uomo (con la canna per intenderci), e forse un po’ troppo grande per me, le sono affezionata.
La mia bicicletta, non è sempre stata mia, un tempo era del mio papà, lui la usava tutti i santi giorni, d’inverno e d’estate, col sole, con la pioggia, col vento e con la neve, tanto è vero che molte sono le volte che mi sono domandata come facesse.
Andava dappertutto con la sua bici, erano come una cosa sola.
Non potrò mai scordare, tutte le volte che l’ ho aspettato guardando dalla finestra, e la gioia che provavo, quando lo vedevo sbucare pedalando, da dietro i giardini pubblici. Tanti oltre a me lo ricordano così, semplicente che sorride, salutando, mentre pedala.
Soprattutto per questo mi piace molto andare in bici, perchè mi ricorda il mio papà, è come se un pezzo della sua anima, vivesse in quell’ammasso di ferraglia, e tutte le volte che faccio un tratto di strada, che tocco il manubrio, i pedali o il sellino un po’ rovinato, lui rivivesse con me, e sono sicura che mentre pedalava, almeno una volta ha provato le stesse mie sensazioni.
Ricordo anche quando bambina, di nascosto da lui, la prendevo e senza toccare neanche con i piedi per terra, mi concedevo qualche giretto per l’isolato, con una bici che sebbene, fosse decisamente troppo grande per me mi rendeva più felice di ogni altra cosa.
E come a lui era stata tramandata questa passione da suo padre, che da bambino lo portava in giro con sè sulla canna, così lui ha trasmesso a me il piacere di pedalare e di ricordare di quando ero io bambina trasportata a mia volta da lui.
mia nonna e la sua bicicletta erano formidabili.
Da quando non c’è più la bici avrei potuto prenderla io, sai quelle bici da donna di almeno mezzo secolo fa, con il tubo più basso, tutta nera… ma in città ho paura che me la rubino… ed è un ricordo a cui tengo troppo…
ti capisco in pieno…
Mia nonna, quando ho iniziato a studiare a Padova, mi ha regalato la bici che era di sua mamma. Ora lei non c’è più e quando vado in giro per PD, arranco su questa bicicletta del 1958, verde bottiglia, pesantissima e cigolante, mi ricordo di lei quando andava al mercato il sabato mattina a fare la spesa…dolce e triste allo stesso tempo…
I ricordi sono una cosa preziosa, soprattutto se legati a persone che non ci sono più.
Sono di sicuro ancora più preziosi tutti quegli oggetti che hanno il potere solo quando li tocchi appena o li guardi di sfuggita, fart rivivere momenti passati, per un attimo ti sembra quasi di tornare indietro nel tempo ed essere ancora in compagnia delle persone che ti mancano tanto..