
Quando si parla di..
Febbraio 28, 2008..autosuggestione.
Ieri sera stavo tornando a casa con la macchina.
Come al solito prima devo scendere in garage che è nel sotterraneo.
Nel momento in cui l’enorme cancello si apre, la luce dovrebbe accendersi automaticamente, ma non so perchè quando lo faccio io, quella non ci pensa neanche a funzionare, e mi lascia per tutto il tempo che mi occorre per riporre la macchina, immersa totalmente nell’oscurità.
Anche dentro al mio garage non c’è luce, e per accenderla, dovrei comunque fare un pezzetto di strada a tentoni, per poi spengerla immediatamente.
Di solito, non mi rendo conto che sono al buio, ci sono abituata, ma ieri sera un particolare insolito mi ha fatta sobbalzare.
La porta antipanico, che permette a tutti quelli che hanno il garage di riversarsi sulle scale condomianiali, era mezza aperta.
Niente di strano se non fosse che essendo una porta molto pesante, tende a richiudersi automaticamente e per restare aperta ha bisogno di qualcosa che la blocchi a metà.
Quella visione mi ha fatto involontariamente scattare la molla della fantasia e la mia testa prima ancora che me ne rendessi conto ha cominciato a fluttuare tra macabre storie di agguati a sfondo di rapina, assassini assetati di sangue e malintenzionati, nascosti dietro ogni anfratto pronti ad assalirmi.
Ogni angolo nel giro di un secondo si è trasformato in un nascondiglio perfetto, e ogni ombra immobile in un tragico presentimento.
Terrorizzata, neanche ho chiuso il bandone del garage, sono letteralmente schizzata nella porta, me la sono trascinata dietro e dopo avere acceso la luce mi sono fatta tre rampe di scale saltando i gradini a quattro a quattro, dopo di che ho preso la chiave e tremante l’ho infilata nella toppa, per poi entrare in casa finalmente sana e salva!