Archivio per 5 Febbraio 2008

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Febbraio 5, 2008

(…)
“Mi pentirò di che?” s’informò il signor Pickwick.
“Non importa, signore!”disse il signor Magnus “Non importa!”
Queste due parole:-Non importa-, devono senza dubbio contenere un significato molto vasto, perchè non ricordiamo di avere mai visto alcun litigio per la via, a teatro, in qualche luogo pubblico, o altrove, senza che venissero immancabilmente pronunciate in risposta a qualche bellicosa richiesta.
“Credete forse di essere un gentiluomo signor mio?”, “Non importa signore!”.
“Ho forse mai detto qualcosa alla signorina?”,”Non importa signore!”.
“Volete forse che vi mandi a sbattere la testa contro il muro signore?”, “Non importa!”.
Tale battuta che suona “Non importa!”, deve inoltre racchiudere una beffa capace di suscitare nel petto dell’individuo al quale viene rivolta una indignazione più intensa di quella che vi potrebbero destare gli insulti più violenti.

                                                  (Il circolo Pickwick-Charles Dickens)

He sì, proprio bei tempi quelli dove si poteva risolvere tutto con un banalissimo “Non importa!”

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Murphy Dixit

Febbraio 5, 2008

Murpy, in una delle sue tante leggi sostiene:
“Scegli la coda che vuoi, non sarà mai la più veloce”.
Non sarò certo io a smentirlo.
Ieri sono andata alla Coop per comprare i cereali per la colazione.
Potevo benissimo farne a meno ma, avendo notato che non c’era molta gente, già che ero fuori, ho pensato bene di approfittarne.
Arrivata al dilemma:”Quale cassa farà prima?”, ho notato che più o meno tutte erano vuote, ma una lo era più delle altre.
Mi sono fiondata lì; davanti a me avevo solo: un anziano signore e una ragazza.
Comincia l’Odissea.
La ragazza, già con tutta la roba sul rullo, si scorda una cosa, mentre la sta prendendo naturalmente la cassiera si accorge che ad un articolo manca il codice a barre.
Torna la ragazza..
“Signorina qui non c’è prezzo, che faccio?”le domanda la cassiera.
“Torno subito.”fa la ragazza, e sparisce.
Torna con l’oggetto finalmente prezzato.
A quel punto la ragazza si accorge che la cassiera le sta facendo un conto unico, mentre lei le aveva chiesto due conti separati.
La cassiera comincia a cancellare dallo scontrino tutti i prodotti che devono essere inseriti nell’altro conto.
La ragazza paga il primo conto, naturalmente con un pezzo intero, che rinaturalmente, non passa il test di banconotanonfalsa alla macchinetta, così la cassiera si alza e va nella cassa accanto per fare sto benedetto test.
Ce la fa, passa tutti gli altri oggetti e fa il secondo conto.
Quando la ragazza se ne è andata quelli delle altre file(che mi sembravano file più lente) erano già comodamente seduti sul divano di casa loro.
Ma il bello doveva ancora arrivare.
E’ la volta dell’anziano signore.
Deposita la roba sul rullo, non tutta però, ne deduco che anche lui voglia due conti.
Passa tutto e paga il primo conto sempre con banconote che non passano il test di banconotanonfalsa, e costringono la cassiera a far ginnastica correndo ad un’altra cassa.
Tocca al secondo conto, nel momento in cui la cassiera passa una sacchettata di arance, qualcosa non le torna, si alza e dice che vanno ripesate.
Dapprima il signore, non sente e continua a depositare roba sul rullo, poi la vede in piedi e comprende:
“Perchè vanno ripesate?”
E la cassiera con un mezzo ghignetto sulla faccia:
“Signore ha premuto il tasto sbagliato!!Ha selezionato le carote e queste come vede sono arance!!” e se ne va ridendo in faccia a me che nel frattempo mi ero tramutata in una rattrappita vecchietta..
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